Iran. Anche per la Svizzera gli attacchi Israele-USA violano il diritto internazionale

di Enrico Oliari

La Svizzera, storicamente neutrale nelle crisi internazionali, ha espresso una posizione critica sugli attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Secondo il governo federale di Berna, tali operazioni costituiscono una violazione del diritto internazionale.
A dichiararlo è stato il ministro della Difesa svizzero Martin Pfister, che in un’intervista al quotidiano Sonntags Zeitung ha affermato che l’attacco contro l’Iran viola il principio sancito dalla Carta delle Nazioni Unite che proibisce l’uso della forza tra Stati senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU o senza una chiara situazione di legittima difesa. 
Secondo Pfister, la posizione del Consiglio federale è netta: «L’attacco contro l’Iran costituisce una violazione del divieto di ricorrere alla violenza». Il ministro ha inoltre precisato che, nella valutazione svizzera, sia gli Stati Uniti sia Israele hanno infranto il diritto internazionale con i bombardamenti aerei sul territorio iraniano. 
Berna ha quindi invitato tutte le parti coinvolte a fermare le ostilità e a proteggere la popolazione civile, sottolineando la necessità di evitare un’ulteriore escalation militare nella regione mediorientale. 
Le dichiarazioni svizzere si inseriscono in un clima di crescente critica da parte di diversi leader europei. Anche in Germania e in Spagna sono state espresse forti perplessità sulla legittimità giuridica dell’operazione militare contro Teheran e sul rischio che il conflitto possa indebolire ulteriormente l’ordine internazionale basato sulle regole. 
La posizione della Svizzera è particolarmente significativa perché proviene da uno Stato tradizionalmente neutrale e spesso impegnato nella mediazione diplomatica. Proprio per questo Berna ha ribadito l’urgenza di tornare al dialogo politico e di rispettare il diritto internazionale come unico strumento per evitare un allargamento della guerra in Medio Oriente.