Iran, Basile: “Trump si sta suicidando politicamente. Non credo nell’alibi della sua demenza, sapeva il rischio che correva”

“Non si era mai visto prima che un presidente degli Stati Uniti minacciasse la scomparsa di 90 milioni di iraniani, di un popolo intero, nella quasi mancanza di reazioni o con reazioni che cercano di sminuire le responsabilità dell’Occidente e di attribuire l’intera responsabilità a un Paese sotto attacco, minacciato dell’estinzione totale se non accetta la resa. Dobbiamo domandarci se sia uno dei soliti bluff di Trump, dato che poi apre sempre uno spiraglio e pensa che di fronte alla minaccia nucleare rinsaviscano e si torni al negoziato. Se questo non si verifica, può darsi che torni il personaggio bonario e conceda altri venti giorni per riflettere”. Queste le parole di Elena Basile, ambasciatrice, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Ci dovremmo chiedere perché Trump, in effetti, si stia suicidando. Io su questo non ho risposte. Israele negli ultimi 30 anni ha sempre cercato di portare i presidenti americani in questa guerra. Perché Trump lo ha fatto? Non credo nell’alibi della sua demenza, sapeva bene il rischio che correva e che ora si sta suicidando politicamente. Se non aveva altra scelta l’Occidente dovrebbe riflettere, a me sembra evidente che lui venga utilizzato”, ha proseguito l’ambasciatrice. “Comunque vada questa guerra, anche senza nucleari, ci saranno danni terribili in Medio Oriente. Ma nell’opinione pubblica occidentale determinate nefandezze passano senza grandi reazioni”.
“La percezione è che siamo di fronte a poteri invisibili che utilizzano Trump per un’azione criminale come questa, per realizzare progetti che hanno dei fini strategici. Non è provato da nessuno che l’Iran abbia la bomba nucleare, l’intelligence americana ha negato. Le condizioni proposte dall’Iran sono in base al diritto internazionale: due sono accettabili, le altre sono negoziabili. Nessuno può opporsi a una condizione come la fine della guerra permanente a Gaza e in Libano”, ha concluso Basile. “La mia paura è il silenzio di Cina e Russia, è pericoloso. Sicuramente stanno guadagnando nel breve, ma per il rischio di una risposta nucleare di Israele e America, dovrebbero a un certo punto farsi sentire e poi intervenire con l’ombrello nucleare all’Iran”.