di Alberto Galvi

Il leader venezuelano Nicolas Maduro e il presidente iraniano Ibrahim Raisi hanno firmato a Teheran un accordo di cooperazione di 20 anni che rafforza i legami tra le industrie petrolifere e petrolchimiche, i rispettivi eserciti e il mondo dell’economia.

Maduro ha ringraziato l’Iran per aver inviato il carburante di cui aveva disperatamente bisogno, in un paese soggetto alle sanzioni statunitensi. Nonostante le pressioni degli Stati Uniti, l’Iran ha fornito diversi carichi di carburante al Venezuela e lo ha aiutato nelle riparazioni delle raffinerie. Il Venezuela ha iniziato a importare greggio pesante iraniano il mese scorso, ampliando un accordo di scambio siglato lo scorso anno per scambiare il condensato iraniano con greggio pesante venezuelano.

Al Summit delle Americhe, che si è concluso lo scorso 10 giugno, non sono stati invitati Venezuela, Cuba e Nicaragua, per cui Maduro ha avviato una serie di visite in diversi paesi, e dopo essere stato in Tunisia e Algeria si è recato in Iran. Maduro ha annunciato per il mese prossimo l’avvio di voli diretti tra Teheran e Caracas, mentre l’Iran aveva consegnato la petroliera Aframax-2 a funzionari venezuelani, la seconda di quattro navi in programma.

Nel frattempo il consiglio di amministrazione dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) ha censurato Teheran per non aver fornito informazioni credibili sul materiale nucleare trovato in tre siti non dichiarati. Dopo la censura la valuta iraniana è scesa a 326.300 rial per dollaro, il suo valore più basso mai registrato.