di Saber Yakoubi –
Messi sotto pressione dai vai attori internazionali e con lo scopo di stabilizzare il Medio Oriente, gli Usa puntano a ripristinare l’accordo sul nucleare iraniano, nonostante la contrarietà dell’alleato Israele. L’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha quindi diffuso una nota in cui si legge che “La posizione di Israele è nota e gli accordi che non smantellano l’infrastruttura nucleare iraniana, non fermano il suo programma nucleare e forniscono fondi a Teheran, vanno al servizio del terrorismo sponsorizzato dall’Iran”.
Intanto da Teheran è stato fatto sapere che tutte le attività finanziarie iraniane sequestrate in Corea del Sud sono state sbloccate, in attuazione dell’accordo con gli Stati Uniti. Il governatore della Banca centrale iraniana, Mohammad Reza Farzin, ha dichiarato che tutto il denaro in euro sarà presto depositato in sei conti bancari iraniani in Qatar. Ha aggiunto che nel prossimo periodo Teheran raggiungerà un’altra parte dei suoi fondi congelati in alcuni paesi, “cosa che – ha affermato – avrà un impatto positivo sui mercati e sugli scambi commerciali iraniani: i fondi scongelati saranno utilizzati per acquistare merci non sanzionate.
I diplomatici dell’Iran, degli Stati Uniti, della Russia, della Cina, della Gran Bretagna e dell’Ue stanno negoziando un accordo cher vede il ritorno a restrizioni per il programma nucleare di Teheran in cambio della revoca delle sanzioni economiche che l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva adottato a seguito del ritiro degli Usa dal Jpcoa, nel 2018.
I negoziati, iniziati nel 2022, hanno a lungo subito una fase di stallo.




