di Shorsh Surme –
Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani ha discusso degli ultimi sviluppi in materia di sicurezza con il presidente della Regione del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani. I colloqui si sono concentrati sulle operazioni militari in corso e sulle loro ripercussioni per l’Iraq, mentre l’Iran ha annunciato un attacco con droni contro le forze statunitensi di stanza a Erbil.
L’ufficio stampa del primo ministro ha dichiarato che «durante la chiamata i due leader hanno affermato il loro rifiuto degli attacchi contro diverse città irachene, tra cui la Regione del Kurdistan, e hanno ribadito il loro impegno a impedire che il territorio iracheno venga utilizzato come trampolino di lancio per attacchi contro i Paesi vicini. Hanno inoltre espresso sostegno a tutte le misure volte a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione».
La dichiarazione ha sottolineato «la necessità di affrontare le sfide attuali unificando le posizioni e la retorica delle forze nazionali per preservare la stabilità e la sovranità del Paese e rafforzare la sicurezza nazionale», come riportato dall’Agenzia di Stampa Irachena (INA).
Nel frattempo, un portavoce del quartier generale militare iraniano di Khatam al-Anbiya ha dichiarato che il ritmo degli attacchi iraniani si intensificherà e si espanderà nei prossimi giorni contro quelle che ha definito posizioni «nemiche», nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l’Iran, secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim. Il portavoce ha affermato che «le forze di terra dell’esercito hanno effettuato un attacco con droni contro il quartier generale delle forze americane di stanza a Erbil».
Dal 28 febbraio Erbil, capitale della Regione del Kurdistan iracheno, è stata ripetutamente presa di mira in seguito al lancio dell’operazione «Epic Wrath» da parte di Stati Uniti e Israele. Reuters ha riferito che alcuni missili sono stati intercettati sopra il consolato statunitense.
Secondo l’emittente curda Rudaw, la città ha subito diversi attacchi con droni negli ultimi giorni. Gruppi armati che si autodefiniscono «Resistenza in Iraq» hanno rivendicato la responsabilità della maggior parte di questi attacchi, mentre l’Iran aveva già rivendicato operazioni simili in passato.
Venerdì una fonte di sicurezza irachena ha riferito ad Asharq che uno dei quartier generali dell’opposizione curda iraniana a Erbil è stato bombardato. Fonti di sicurezza hanno inoltre riferito che un drone ha preso di mira un hotel nella regione. Giovedì mattina l’Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad aveva avvertito sulla piattaforma X che «gruppi armati sostenuti dall’Iran potrebbero prendere di mira hotel frequentati da stranieri nella Regione del Kurdistan iracheno».
Venerdì il Servizio antiterrorismo della Regione del Kurdistan ha annunciato l’abbattimento di quattro droni a Erbil, secondo l’INA. In una dichiarazione il Servizio ha precisato che i rottami di uno dei droni sono caduti in una piazza vicino a un hotel e che non si registrano feriti.
La presidenza della Regione del Kurdistan ha dichiarato che il presidente Nechirvan Barzani, in una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, ha ribadito che la regione «non sarà parte del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele». Entrambe le parti hanno confermato l’impegno a «proteggere la sicurezza dei confini e prevenire qualsiasi tentativo di minare la stabilità della regione», secondo la dichiarazione ufficiale.
La presidenza ha aggiunto che «Barzani ha confermato il sostegno della regione agli sforzi diplomatici per allentare le tensioni e scongiurare i pericoli della guerra». La televisione iraniana ha riferito che Araqchi, nella stessa telefonata, ha sottolineato «la necessità di prevenire la destabilizzazione della regione».
Giovedì il portavoce del governo regionale del Kurdistan, Peshwa Hawrami, ha smentito le notizie secondo cui la regione sarebbe coinvolta in un piano per armare i partiti di opposizione curdi all’interno dell’Iran, affermando: «Neghiamo categoricamente queste notizie, diffuse deliberatamente e con intento malevolo». Ha aggiunto che «il Governo regionale del Kurdistan e i suoi partiti politici non fanno parte di alcuna campagna per ampliare la portata della guerra e delle tensioni nella regione».
Giovedì scorso l’Iraq ha ribadito la sua posizione contraria all’uso del proprio territorio per attaccare Paesi vicini o violarne la sovranità. La dichiarazione è arrivata durante una riunione delle quattro presidenze a Palazzo Baghdad, dedicata agli ultimi sviluppi politici e di sicurezza a livello regionale e internazionale.
Nelle prime ore di sabato una fonte della sicurezza irachena ha riferito ad Asharq che droni hanno preso di mira il complesso petrolifero di Burjesia, nella provincia di Bassora.
La stessa fonte ha indicato che «diversi incendi sono scoppiati all’interno della base statunitense Victoria a Baghdad», precisando che uno di essi ha interessato un deposito di carburante per il rifornimento degli aerei.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato venerdì di aver parlato con il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani, elogiandone gli sforzi per mantenere l’Iraq fuori dal conflitto in corso in Medio Oriente.












