di Shorsh Surme –
L’esercito israeliano ha dichiarato che un raid aereo condotto durante la notte in territorio iraniano ha colpito un centro di comando segreto utilizzato da alti comandanti militari della Repubblica Islamica.
Il generale Oded Basiouk, capo delle operazioni delle Forze di difesa israeliane (Idf), ha affermato: “Abbiamo neutralizzato il principale quartier generale di emergenza militare del regime iraniano”. Secondo Basiouk, l’attacco avrebbe costretto alla fuga i comandanti iraniani presenti nel sito.
Il generale ha aggiunto che l’esercito è “pronto a continuare a eliminare i vertici del terrorismo in Iran, uno per uno”, indicando che l’operazione non è conclusa e che Israele intende proseguire con ulteriori attacchi mirati.
In seguito all’attacco al centro di comando, un secondo raid aereo ha ucciso il generale Ali Shadmani, nominato da pochi giorni ai vertici militari dopo l’uccisione del suo predecessore, attribuita a Israele. La morte di Shadmani rappresenta, secondo fonti israeliane, un ulteriore colpo alla struttura di comando iraniana.
Basiouk ha dichiarato che l’operazione israeliana non si fermerà finché non sarà eliminata la minaccia rappresentata dal programma nucleare e dai missili balistici iraniani. Pur senza fornire una tempistica, ha precisato: “Continuiamo a colpire obiettivi nucleari per consolidare i nostri risultati, secondo un piano e nel momento che riteniamo opportuno”.
Le Idf hanno ribadito che l’operazione è ancora in corso e che l’obiettivo finale è neutralizzare quella che Israele definisce una “minaccia esistenziale”.
Basiouk ha inoltre sottolineato che gli attacchi sono diretti contro le strutture del governo iraniano e non contro la popolazione civile: “Colpiamo il regime terroristico, non il popolo, che merita un futuro migliore. Coloro che ci minacciano sono i vertici di Teheran, non gli abitanti di Shiraz”.
Secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, le operazioni continueranno a concentrarsi su impianti nucleari, scienziati coinvolti nel programma atomico, missili balistici, sistemi di difesa aerea, centri di comando militari e altri obiettivi considerati strategici per Teheran.
Le Idf sostengono inoltre che oltre 200 lanciatori di missili balistici iraniani siano stati distrutti o neutralizzati durante i raid, riducendo in maniera significativa le capacità offensive di Teheran. Gli attacchi contro le rampe di lancio avrebbero ostacolato i tentativi iraniani di colpire Israele, anche se, secondo le valutazioni israeliane, l’Iran conserverebbe ancora la capacità di provocare danni rilevanti.
Per quanto riguarda il programma nucleare, le Idf affermano di avere inflitto danni significativi alle capacità iraniane, precisando tuttavia che le operazioni non sono ancora concluse. L’esercito israeliano ha annunciato che una valutazione più dettagliata dell’entità dei danni sarà fornita al termine della campagna militare.
Basiouk ha concluso affermando: “Non permetteremo a un Iran nucleare di trasformare il Medio Oriente in un cimitero”.




