di Angelo Gambella

Secondo quanto riportato dal New York Times, la Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei avrebbe predisposto un piano per garantire la continuità delle istituzioni nel caso della sua morte. In base a queste informazioni, la gestione degli affari di Stato verrebbe affidata ad Ali Larijani, attuale segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale.

Larijani è stato nominato a questo incarico dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian e la sua designazione è stata successivamente confermata dallo stesso Khamenei. Il Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale rappresenta uno degli organi chiave del sistema politico iraniano, con competenze sulla strategia di sicurezza, sulla politica estera e sul coordinamento delle principali decisioni strategiche dello Stato.

Secondo l’indiscrezione del quotidiano statunitense, l’indicazione di Larijani come figura incaricata di gestire gli affari statali avrebbe l’obiettivo di evitare vuoti di potere e assicurare stabilità istituzionale in un momento di possibile transizione ai vertici della Repubblica islamica.

La notizia si inserisce nel dibattito internazionale sul futuro della leadership iraniana. Khamenei, che guida il Paese dal 1989, detiene infatti l’autorità politica e religiosa più alta della Repubblica islamica. Un eventuale cambio ai vertici aprirebbe una fase delicata per l’equilibrio interno del sistema politico iraniano e per i rapporti con la comunità internazionale.

Al momento, da Teheran non sono arrivate conferme ufficiali sui dettagli del presunto piano di successione riportato dal New York Times. Tuttavia, la possibile centralità di Larijani, figura di lungo corso della politica iraniana ed ex presidente del Parlamento, evidenzierebbe la volontà dell’establishment di puntare su un profilo esperto per garantire continuità nella gestione dello Stato.