di Giuseppe Gagliano

Nonostante la scomparsa del presidente iraniano Raisi, le relazioni politiche tra Cina e Iran dovrebbero rimanere stabili grazie alla leadership dell’ayatollah Ali Khamenei, che detiene il potere decisionale nella Repubblica Islamica. Sul fronte economico l’accordo prevede significativi investimenti cinesi in vari settori iraniani, inclusi petrolio e gas, con un impegno di 280-400 miliardi di dollari in 25 anni.

Il commercio bilaterale ha registrato una crescita significativa, con scambi commerciali che nei primi due mesi del 2024 hanno raggiunto 2,879 miliardi di dollari, un aumento del 37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Cina continua ad essere il principale acquirente di petrolio iraniano, importando circa 1,18 milioni di barili al giorno a gennaio 2024.

La Cina ha inoltre firmato accordi di cooperazione bilaterale con l’Iran in vari settori tra cui agricoltura, commercio, turismo, protezione ambientale, sanità e trasporti, con progetti importanti come il collegamento ferroviario ad alta velocità tra Teheran e Mashhad e investimenti nella città aeroportuale Imam Khomeini.

La morte di Raisi ha suscitato preoccupazioni per la stabilità delle relazioni tra i due paesi, ma la Cina sembra determinata a mantenere e rafforzare i suoi legami con l’Iran, monitorando attentamente gli sviluppi per proteggere i suoi interessi economici e strategici nella regione.