di Giuseppe Gagliano –

Il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) ha recentemente affrontato una riunione ministeriale straordinaria a Doha per discutere delle crescenti tensioni tra Iran e Israele e delle possibili ripercussioni per la regione del Golfo. Durante la riunione sono emerse divergenze significative tra i membri del CCG riguardo alla gestione della situazione iraniana e alle risposte che ciascun Paese intende adottare in caso di un attacco israeliano contro l’Iran.

In particolare il Qatar ha espresso preoccupazioni per le conseguenze potenzialmente devastanti che un conflitto aperto potrebbe avere sulla stabilità del Golfo, sottolineando il rischio di una crisi ancora più grave rispetto al blocco regionale del 2017. Il primo ministro e ministro degli Affari esteri del Qatar, lo sceicco Mohammad Bin Abdulrahman al-Thani, ha avuto un incontro bilaterale con il ministro degli Affari esteri saudita, il principe Faisal Bin Farhan, per cercare di appianare le differenze e trovare una linea comune. Mentre l’Arabia Saudita sembra orientata a una posizione più dura nei confronti dell’Iran, il Qatar continua a sostenere una soluzione diplomatica, temendo che un’escalation militare possa destabilizzare l’intera regione. L’esito dell’incontro ha evidenziato un leggero avvicinamento tra le due posizioni, ma persistono visioni contrastanti riguardo alla gestione del dossier iraniano.