di Giuseppe Gagliano –
L’Iran avrebbe intensificato il proprio sostegno militare agli Houthi inviando in Yemen comandanti delle Guardie rivoluzionarie, consiglieri militari e materiali destinati ai programmi missilistici e ai droni. Secondo diverse ricostruzioni, tra dieci e ventuno ufficiali iraniani sarebbero arrivati il 13 luglio a bordo di un volo della compagnia Mahan Air, segnalando un coinvolgimento sempre più diretto di Teheran nel rafforzamento delle capacità operative del movimento yemenita.
L’assistenza iraniana non riguarderebbe soltanto la fornitura di armamenti, ma anche attività di addestramento, pianificazione operativa, manutenzione dei sistemi d’arma e coordinamento degli attacchi. Il supporto tecnico potrebbe aumentare l’efficacia di missili antinave, droni a lungo raggio e imbarcazioni esplosive impiegati dagli Houthi contro il traffico marittimo.
La strategia iraniana punta a sfruttare la posizione dello Yemen sullo stretto di Bab el-Mandeb, passaggio fondamentale per il commercio internazionale tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Attraverso gli Houthi, Teheran può esercitare pressione sulle principali rotte commerciali come risposta indiretta alle tensioni nello stretto di Hormuz, costringendo Stati Uniti e alleati a distribuire le proprie risorse militari su più fronti.
Gli Houthi non devono necessariamente bloccare il traffico navale: è sufficiente dimostrare di poter colpire alcune navi per spingere compagnie marittime e assicurazioni a modificare le rotte, aumentando tempi e costi del commercio mondiale. L’impiego coordinato di missili, droni e mezzi navali senza equipaggio potrebbe inoltre rendere più complessa la difesa delle unità occidentali impegnate nell’area.
Per l’Iran questa strategia offre il vantaggio di colpire indirettamente gli interessi di Stati Uniti, Israele e monarchie del Golfo senza ricorrere a un confronto diretto. Tuttavia, un coinvolgimento sempre più evidente delle Guardie rivoluzionarie riduce i margini di negazione politica e aumenta il rischio che eventuali futuri attacchi vengano attribuiti direttamente a Teheran, con possibili ritorsioni contro obiettivi iraniani.
Sul piano economico, un nuovo deterioramento della sicurezza nel Mar Rosso colpirebbe soprattutto l’Europa, fortemente dipendente dalle rotte che attraversano Bab el-Mandeb e il Canale di Suez. Un aumento degli attacchi costringerebbe molte compagnie a circumnavigare l’Africa, con inevitabili incrementi dei costi di trasporto, dei premi assicurativi e dei tempi di consegna delle merci.
Il rafforzamento del fronte yemenita conferma così la volontà dell’Iran di utilizzare gli Houthi come strumento di pressione strategica sulle principali vie marittime globali, mantenendo il confronto con gli avversari su un terreno asimmetrico che potrebbe però sfuggire rapidamente al controllo in caso di ulteriore escalation.




