
di Shorsh Surme –
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele ha “cambiato il volto del Medio Oriente” e ha stretto nuove alleanze nella regione contro quella che ha definito la “minaccia iraniana”.
Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa nella quale Netanyahu non ha consentito ai giornalisti di porre domande.
Secondo il primo ministro, Israele “è riuscito a indebolire il regime di Teheran, a destabilizzarlo e a fermare le minacce legate al suo programma missilistico e nucleare”. Ha inoltre sostenuto che l’esercito israeliano “ha spezzato il potere dei gruppi filo-iraniani nella regione, impedendo loro di rappresentare una minaccia esistenziale, e ha istituito profonde zone di sicurezza oltre i confini dello Stato, in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza”.
Netanyahu ha aggiunto: “Abbiamo cambiato il volto del Medio Oriente. In passato combattevamo da soli, ma oggi combattiamo al fianco degli Stati Uniti e stiamo stringendo nuove alleanze nella regione contro la minaccia iraniana. Spero che presto potremo fornirvi maggiori dettagli”. Ha poi affermato: “Abbiamo scosso le fondamenta del regime iraniano e, prima o poi, cadrà”.
Il Primo Ministro ha sostenuto inoltre: “Abbiamo eliminato due minacce esistenziali: un’arma nucleare e decine di migliaia di missili balistici”. Ha proseguito dichiarando: “Abbiamo annientato il potere degli eserciti terroristici iraniani che ci stavano accerchiando. Hanno ancora capacità di fuoco residue, ma non sono più in grado di minacciare la nostra esistenza”.
Netanyahu ha ribadito che Israele “ha istituito profonde zone di sicurezza oltre i propri confini, a Gaza, in Siria e in Libano” e ha affermato: “Abbiamo cambiato la nostra dottrina di sicurezza: attacchiamo e sorprendiamo i nostri nemici”. Ha concluso sostenendo che “il nostro sistema di difesa aerea è il migliore al mondo”.
In risposta al discorso del primo ministro, il leader dell’opposizione Yair Lapid ha dichiarato: “Netanyahu ha pronunciato il suo millesimo discorso arrogante dicendo: ‘Ho cambiato il Medio Oriente’. Mancava una parola: ‘quasi’”. Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Yediot Aharonot, Lapid ha aggiunto: “Colui che ripetutamente non riesce a svolgere il proprio ruolo è Netanyahu stesso. Non riesce a raggiungere una soluzione strategica”.
Dal 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran, provocando migliaia di morti e feriti, oltre all’uccisione di leader militari e politici. Tra questi, secondo quanto riportato nel testo, figurerebbe anche la Guida Suprema Ali Khamenei.
Dal 2 marzo, Israele ha inoltre condotto un’offensiva contro il Libano che, secondo le autorità libanesi, ha causato 1.268 morti, 3.750 feriti e oltre un milione di sfollati.
L’Iran e il suo alleato Hezbollah hanno risposto lanciando missili e droni contro Israele, provocando 24 morti e 6.239 feriti. Secondo diversi osservatori, il bilancio reale potrebbe essere più elevato a causa della segretezza israeliana.
Teheran ha inoltre lanciato attacchi contro quelle che sostiene essere basi e interessi americani nei sei Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) e in Giordania. Tuttavia, questi Paesi hanno riferito che alcuni attacchi hanno provocato morti, feriti e danni alle infrastrutture civili. La ministra degli Esteri omanita ha condannato tali attacchi, chiedendone la cessazione.
L’Iran si trova ad affrontare questa escalation nonostante i progressi compiuti nei negoziati con Washington sul proprio programma nucleare, come confermato dal mediatore omanita. Si tratterebbe della seconda volta in cui Israele si allontana dagli accordi; la prima, secondo il testo, risalirebbe all’inizio della guerra del giugno 2015.
Israele occupa territori palestinesi e aree in Libano e Siria da decenni, rifiutando di ritirarsi e di consentire la creazione di uno Stato palestinese indipendente.











