di Guido Keller –
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha disposto lo smantellamento di una serie di avamposti costruiti dai coloni senza l’autorizzazione dello Stato israeliano in Cisgiordania. La decisione arriva mentre Washington aumenta le pressioni sul governo di Gerusalemme affinché intervenga contro le violenze dei coloni ai danni della popolazione palestinese.
Secondo Reuters, l’ordine riguarda i cosiddetti “outpost”, insediamenti sorti senza l’approvazione formale delle autorità israeliane. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, esponente della destra nazionalista e sostenitore dell’espansione degli insediamenti, ha confermato la direttiva di Netanyahu manifestando la propria contrarietà.
La portata dell’operazione resta tuttavia incerta. I media israeliani parlano di circa cento avamposti, soprattutto nelle aree A e B della Cisgiordania, ma non è stato pubblicato un elenco ufficiale e non è stato indicato quando inizieranno gli sgomberi. Secondo Ma’ariv, inoltre, la misura deriverebbe da una decisione governativa risalente allo scorso aprile.
Gli avamposti interessati sono considerati illegali anche secondo le norme israeliane perché realizzati senza autorizzazioni. La loro situazione va distinta da quella degli insediamenti formalmente riconosciuti da Israele: la maggior parte della comunità internazionale considera comunque contrari al diritto internazionale gli insediamenti israeliani nei territori occupati, interpretazione respinta da Israele.
La decisione arriva dopo le dure prese di posizione dell’ambasciatore statunitense Mike Huckabee, che ha chiesto alle autorità israeliane di intervenire contro i coloni responsabili di aggressioni ai palestinesi, arrivando a definire alcuni episodi atti di terrorismo.
Non si tratta tuttavia, almeno per ora, di un cambiamento complessivo della politica israeliana in Cisgiordania. Il governo Netanyahu continua infatti a sostenere l’espansione degli insediamenti autorizzati, soprattutto nell’Area C. La rilevanza della nuova direttiva dipenderà quindi dal numero degli avamposti effettivamente demoliti e dalla capacità delle autorità di dare seguito agli sgomberi annunciati.



