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Mentre si moltiplicano le manifestazioni in Israele per chiedere un accordo che permetta la liberazione degli ostaggi, con incidenti nella capitale Tel Aviv, il premier Benjamin Netanyahu ha confermato che “in un modo o nell’altro ripristineremo la sicurezza al nord del Paese”, avallando così le voci dell’apertura di un nuovo fronte di guerra. Dal Libano continuano infatti a essere lanciati droni su Israele, e nella notte l’esercito israeliano ha colpito due punti di lancio dei droni di Hezbollah a Zibqin e ad Ayta ash Shab, nel Libano meridionale.

Durante una riunione del gabinetto di guerra Benny Gantz, leader di Blu e Bianco nonché ex ministro della Difesa ed ex capo di Stato maggiore, ha detto che “Sto portando avanti una lotta contro il primo ministro affinché sia finita qui il 1 settembre e si pensi a qualcosa di nuovo. O vi sarà un accordo, o vi sarà un’escalation: non possiamo fare un altro anno in questo modo”.

L’attuale capo di Stato Maggiore, il generale Herzi Halevi, ha invece affermato che “A breve dovremo prendere delle decisioni chiare: l’esercito è pronto per una guerra in Libano”. Ha poi osservato che “Hezbollah sta subendo i nostri attacchi da otto mesi, sta pagando un prezzo molto, molto alto”.