di Alessio Cuel –
Il governo israeliano di Benjamin Netanyahu starebbe per sferrare una vasta operazione militare nel nord della Cisgiordania occupata. La decisione sarebbe stata presa in una riunione di emergenza a seguito dei gravi episodi di violenza occorsi nelle ultime ore, ma esponenti dell’esercito starebbero premendo per la soluzione alternativa di “omicidi mirati” al fine di scongiurare una reazione dagli esiti imprevedibili.
Uomini armati, probabilmente miliziani di Hamas, hanno sparato ieri all’interno di un ristorante presso l’insediamento israeliano di Eli, territorio occupato situato tra le città palestinesi di Nablus e Ramallah. Il bilancio è di cinque morti, di cui quattro israeliani e uno palestinese. Un secondo palestinese è invece riuscito a fuggire.
Sono invece sei i palestinesi uccisi, tutti giovanissimi, in seguito a uno scontro a fuoco con i militari israeliani nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. I militari, entrati nel campo per compiere un arresto, hanno da subito incontrato la resistenza palestinese. Un centinaio i feriti, di cui almeno 18 versano in gravi condizioni. Sono invece otto i feriti fra i militari. Tra i morti palestinesi il più giovane è stato il 15enne Ahmed Youssef Saqr.
L’attacco a Eli sarebbe una conseguenza dell’azione israeliana a Jenin. Durante il proprio precedente mandato, il premier Benjamin Netanyahu aveva manifestato l’intenzione di annettere a Israele la Cisgiordania settentrionale.




