di Mariarita Cupersito –
L’esercito israeliano ha annunciato la ripresa del cessate-il-fuoco nella Striscia dopo i violenti raid su Gaza che hanno fatto seguito, secondo Israele, “alle violazioni di Hamas” nei confronti di truppe israeliane “impegnate a smantellare le infrastrutture terroristiche nella zona di Rafah”.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha infatti accusato Hamas di aver violato il cessate-il-fuoco e ha ordinato di “agire con forza” contro gli “obiettivi terroristici”, chiudendo i valichi verso la Striscia di Gaza e interrompendo la consegna degli aiuti umanitari, che potrebbe riprendere nelle prossime ore.
In base a quanto riportato dai media israeliani, i miliziani palestinesi avrebbero lanciato un attacco a Rafah contro le forze dello Stato ebraico, inducendo l’Idf a rispondere con attacchi aerei nella zona. Il gruppo fondamentalista islamico ha negato ogni violazione del cessate il fuoco, dichiarando di non essere al corrente di scontri a Rafah e recuperando intanto il cadavere di un altro ostaggio, il tredicesimo, affermando di essere pronto a consegnarlo.
Dall’inizio della tregua, almeno 97 abitanti di Gaza sarebbero stati uccisi dal fuoco israeliano e circa 230 sarebbero rimasti feriti, in base a quanto dichiarato dal governo di Hamas. “Affermiamo che l’occupazione israeliana ha commesso una serie di gravi e ripetute violazioni dall’annuncio della fine della guerra nella Striscia di Gaza, per un totale di 80 violazioni documentate fino a domenica”, ha riportato l’ufficio stampa del governo. Queste violazioni includono sparatorie dirette contro i civili, bombardamenti e attacchi deliberati e la detenzione di diversi civili. “Ciò costituisce una flagrante e chiara violazione della decisione di cessate il fuoco e delle norme del diritto internazionale umanitario”, prosegue la stessa fonte.
Secondo il presidente Usa Donald Trump, il cessate-il-fuoco a Gaza è “ancora in vigore”, sebbene Hamas si sia dimostrato “piuttosto turbolento”. L’inviato speciale Usa Steve Witkoff e il collega Jared Kushner, consigliere di Donald Trump, nonché il vicepresidente J.D. Vance, incontreranno in questi giorni Netanyahu per promuovere ulteriormente la tregua. L’Idf ha intanto iniziato a delimitare fisicamente il confine di ritiro della Linea Gialla a Gaza, piazzando grossi blocchi di cemento dipinti di giallo ai quali sono attaccati cartelli metallici dello stesso colore, come riportato dal quotidiano Times of Israel. Il governo israeliano ha approvato il cambio di nome delle operazioni militari a Gaza in “Guerra di Resurrezione”.




