Kazakistan. Passa il referendum che silura il potente Nazarbayev

di Alberto Galvi –

Il referendum sulla riforma costituzionale che si è svolto lo scorso 5 giugno in Kazakistan è passato con oltre il 77 per cento dei voti. Nella sostanza ha modificato un terzo dell’attuale Costituzione introdotts nel 1995, e probabilmente darà a Kassym-Jomart Tokayev, la possibilità di candidarsi per un secondo mandato senza il sostegno dell’ex presidente Nazarbayev.
La riforma consiste nel decentralizzare il processo decisionale, consentendo una maggiore rappresentanza dei vari gruppi parlamentari e impedendo ai parenti del presidente di ricoprire incarichi di governo. Il presidente manterrà il diritto di nominare il primo ministro e i ministri. Inoltre rimarranno a lui tutti gli altri poteri di cui ha goduto in tutti questi anni, come porre il veto alle leggi. L’affluenza alle urne è stata di oltre il 68 per cento.
Lo scorso aprile il presidente kazako Tokayev aveva chiesto queste modifiche costituzionali, le quali aumenteranno i poteri del Parlamento e ridimensioneranno quelli dell’ex presidente Nursultan Nazarbayev, che per 30 anni ha governato il paese in modo autoritario e che ancora riesce a determinare le sette politiche.
La nuova riforma priverà Nazarbayev dei suoi privilegi di padre fondatore ma non limiterà l’autorità di Tokayev, che è emerso come figura indipendente dopo aver sovvertito un tentativo di colpo di Stato a gennaio, durante il quale sono morte più di 230 persone. In quell’occasione Tokayev che ha saputo approfittare della crisi per ridurre l’influenza dell’ex presidente Nazrbayev e cacciare alcuni dei suoi parenti dai posti di potere governativi.