Cs Ambasciata d’Italia in Kenya-
ELDORET (Kenya). Si è tenuto ieri, nella contea di Elgeyo Marakwet, l’evento di lancio del progetto “Ripristino e Gestione Sostenibile degli Ecosistemi Forestali di Cherangany per la Resilienza ai Cambiamenti Climatici”. All’evento hanno partecipato Deborah Barasa, ministra dell’Ambiente, Cambiamenti Climatici e Foreste della Repubblica del Kenya, Lorenza Gambacorta, vice-capo missione dell’ambasciata d’Italia in Kenya, e Valeria Buoninfante, direttrice ad interim dell’Ufficio di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
Finanziato dal governo italiano con un investimento di 4,5 milioni di euro (pari a circa 562,5 milioni di scellini kenioti) e realizzato in collaborazione con il National Environment Trust Fund (NETFUND), il progetto rappresenta un’iniziativa di punta della strategia climatica italiana in Kenya. Esso contribuisce direttamente all’iniziativa del governo del Kenya di piantare 15 miliardi di alberi entro il 2032, sostenendo la piantumazione e la cura di 18 milioni di alberi in tre anni nell’area di Cherangany, uno dei cinque ecosistemi forestali fondamentali del Paese. Il progetto avrà un impatto diretto su oltre mille piccoli agricoltori e raggiungerà indirettamente circa 270mila famiglie nelle contee di West Pokot ed Elgeyo-Marakwet. L’obiettivo è rafforzare la governance forestale, promuovere tecnologie e conoscenze per il ripristino ambientale e sensibilizzare sulla gestione sostenibile delle foreste e delle risorse idriche.
“Questo progetto è in linea con la nostra strategia condivisa per combattere i cambiamenti climatici attraverso azioni concrete. Tra queste, la creazione del Fondo Italiano per il Clima, uno strumento finanziario innovativo con una dotazione di 4,4 miliardi di euro per finanziare progetti ambiziosi legati al clima e all’ambiente nei Paesi in via di sviluppo. Ad oggi, è il più grande fondo pubblico per il clima e l’ambiente istituito da un singolo Paese dell’UE – una prova concreta dell’impegno italiano per la transizione ecologica”, ha dichiarato Gambacorta.
“La nostra partnership con il Kenya si fonda su tre pilastri: Pianeta, Prosperità e Persone – e il Progetto di Riforestazione di Cherangany li incarna tutti e tre”.
L’iniziativa fa parte di un impegno più ampio dell’Italia per la cooperazione climatica e ambientale con il Kenya. Essa integra i primi interventi del Piano Mattei (la nuova strategia del governo italiano per l’Africa) nel Paese attraverso il Fondo Italiano per il Clima, per un valore di 225 milioni di euro.
È inoltre coerente con i progetti già in corso (per oltre 20 milioni di euro) realizzati in collaborazione con istituzioni nazionali e a livello di contea, come la Kerio Valley Development Authority e la National Drought Management Authority.
Attraverso questo progetto, la Cooperazione Italiana intende contribuire al Tree Growing Fund con un sostegno finanziario al National Environment Trust Fund (NETFUND), l’agenzia finanziaria del Ministero dell’Ambiente e delle Foreste. L’obiettivo è accelerare il raggiungimento del 30% di copertura forestale nazionale in Kenya e promuovere strategie efficaci per affrontare il cambiamento climatico.
L’iniziativa, con un investimento di 4,5 milioni di euro in tre anni, è incentrata sulla torre idrica di Cherangany, uno dei cinque ecosistemi forestali di importanza strategica per il Kenya, dove saranno realizzate attività di riforestazione e protezione ambientale, contribuendo così alla Contribuzione Determinata a livello Nazionale (NDC) del Kenya e ai piani di attuazione dell’agenda verde.
Il progetto sarà realizzato in stretto coordinamento con altri attori kenioti, tra cui KFS, KEFRI, KWTA e NTZDC. Gli interventi mireranno a rafforzare la governance forestale, migliorare la capacità produttiva di vivai certificati e di qualità, sperimentare e diffondere tecnologie adeguate alla coltivazione degli alberi e il ripristino ambientale, nonché sensibilizzare e mobilitare le comunità e il settore privato per garantire la loro partecipazione attiva alla gestione forestale.
Il progetto è inoltre destinato ad agire come catalizzatore, attirando ulteriori capitali pubblici e privati per replicare e ampliare iniziative simili in tutto il Kenya. Mira anche a sviluppare un meccanismo equo e trasparente di condivisione dei benefici derivanti dal carbonio, posizionando il NETFUND come attore chiave nel mercato nazionale del carbonio.




