di Giuseppe Gagliano –
Il governo del Kenya ha annunciato l’intenzione di costruire una centrale nucleare entro il 2034, segnando una svolta significativa nella sua politica energetica. Questa decisione emerge mentre il paese si prepara a ospitare un vertice USA-Africa sull’energia nucleare, suscitando discussioni sull’adeguatezza e la sicurezza dell’energia nucleare nel contesto africano. La centrale, che sarà situata sulla costa dell’Oceano Indiano, è progettata per avere una capacità di mille MW con un costo stimato di 3,9 miliardi di dollari. L’iniziativa riflette l’ambizione del Kenya di diversificare le sue fonti energetiche, ridurre le emissioni di CO2 e stimolare l’occupazione, in linea con la dichiarazione del primo segretario di gabinetto, Musalia Mudavadi, sull’impegno del Kenya verso l’energia pulita e la tecnologia nucleare come parte della sua strategia energetica sostenibile.
Attualmente il Kenya genera circa il 90% della sua energia da fonti rinnovabili, principalmente geotermica, idroelettrica, eolica e solare. Tuttavia l’introduzione dell’energia nucleare sembra contraddire la promessa del presidente William Ruto di raggiungere il 100% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030.
L’annuncio ha già suscitato critiche da parte di attivisti e residenti locali, che esprimono preoccupazioni per i potenziali rischi di sicurezza e gli impatti ambientali. La Kenya Anti-Nuclear Alliance ha esortato il governo a concentrarsi su fonti di energia rinnovabile più sicure e sostenibili. Mentre il Sudafrica è attualmente l’unico paese africano a utilizzare l’energia nucleare, altri stati, tra cui Egitto, Nigeria, Uganda e Ghana, stanno esplorando la possibilità di sviluppare capacità nucleari per affrontare le loro sfide energetiche. La mossa del Kenya potrebbe essere vista come parte di una tendenza più ampia verso l’adozione del nucleare in Africa, spinta dalla necessità di colmare il divario energetico del continente e sostenuta dalle promesse di collaborazione internazionale, come dimostrato dall’interesse di paesi come la Russia e gli Stati Uniti a sostenere progetti nucleari africani. Tuttavia, la controversia intorno alla sicurezza, alla gestione dei rifiuti e all’accettabilità pubblica delle centrali nucleari continua a essere un argomento di dibattito acceso, sottolineando la necessità di una valutazione ponderata dei benefici e dei rischi associati all’energia nucleare nel contesto specifico delle esigenze e delle vulnerabilità del continente africano.




