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Sembrerebbero rientrare, seppure gradualmente, le tensioni del Kurdistan Irq., dopo che ieri il presidente Masoud Barzani ha rassegnato le dimissioni a seguito della crisi scoppiata per la proclamazione dell’indipendenza, come da referendum del 25 settembre.

Dopo settimane di scontri i peshmerga curdi e i militari iracheni hanno infatti raggiunto, grazie alla mediazione della coalizione a guida Usa, un accordo che prevede la presenza di “forze congiunte” in otto aree della provincia di Ninive, nel nord-ovest dell’Iraq. Si tratta di al-Mahmoudiya, Sheikan, Sheilah, al-Qoush, Kazer, Faidah, Guwer we Maqlub.

A Kirkuk, città importante per le risorse petrolifere e che curdi avrebbero voluto includere nella Regione autonoma anche perché la cosa era prevista negli accordi costitutivi, vi sono al momento solo militari iracheni, dopo che i peshmerga si sono ritirati per non aggravare la situazione.

L’accordo interessa anche la gestione congiunta dello strategico valico di Khabour, nel governatorato di Dahuk, che mette in comunicazione il Kurdistan Irq. con il Rojava, cioè le zone siriane abitate dai curdi.

Ieri il premier iracheno Haider al-Abadi ha ritirato la licenza di trasmissione di due importanti media curdi, Rudaw tv e Kurdistan24, ma il Kurdistan Irq. è di fatto isolato dopo che la Turchia, l’Iran e il governo iracheno ne hanno bloccato ogni accesso.