Kuwait. L’emirato guarda al Pakistan per rafforzare la propria sicurezza

di Giuseppe Gagliano –

Il Kuwait valuta un rafforzamento della cooperazione militare con il Pakistan per aumentare le proprie capacità difensive in un contesto regionale segnato dall’escalation tra Iran e Stati Uniti. L’iniziativa riflette la crescente esigenza delle monarchie del Golfo di diversificare le garanzie di sicurezza senza rinunciare all’alleanza strategica con Washington.
Secondo le indiscrezioni, il Kuwait avrebbe chiesto a Islamabad un sostegno che comprenderebbe personale militare, sistemi di difesa aerea, velivoli da combattimento, droni e una cooperazione permanente nel settore della sicurezza. Il Pakistan, pur interessato ai benefici economici dell’intesa, mantiene tuttavia un atteggiamento prudente per evitare un coinvolgimento diretto in un eventuale conflitto regionale.
L’emirato ospita già circa 14.000 militari statunitensi e importanti installazioni come Camp Arifjan e la base aerea di Ali al-Salem. L’eventuale accordo con Islamabad rappresenterebbe quindi un’integrazione dell’attuale sistema di difesa piuttosto che un’alternativa alla presenza americana.
La vulnerabilità geografica del Kuwait, caratterizzata dalla concentrazione di infrastrutture energetiche e impianti di desalinizzazione facilmente raggiungibili da missili e droni, spinge infatti il governo a rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche. Il Pakistan può offrire esperienza nella difesa di siti sensibili, una forza armata numerosa e consolidate relazioni con le monarchie del Golfo.
Per Islamabad la cooperazione avrebbe anche una rilevante dimensione economica. In cambio dell’assistenza militare, il Pakistan punta a ottenere investimenti, forniture energetiche e il rafforzamento delle proprie riserve strategiche di petrolio, trasformando le capacità militari in uno strumento di politica economica.
L’intesa presenta tuttavia anche rischi strategici. Un coinvolgimento più stretto nella sicurezza del Golfo potrebbe compromettere il delicato equilibrio che il Pakistan mantiene con l’Iran, con cui condivide un lungo confine e importanti interessi economici, riducendone il ruolo di interlocutore tra Teheran, le monarchie arabe e gli Stati Uniti.
L’iniziativa si inserisce inoltre in un più ampio processo di cooperazione tra Paesi sunniti della regione, che coinvolgerebbe anche Arabia Saudita, Turchia, Bahrein e Giordania. Pur non configurando ancora una vera alleanza militare, questa rete di partenariati segnala la volontà delle monarchie del Golfo di affiancare alla protezione statunitense nuove forme di cooperazione regionale per fronteggiare le crescenti tensioni mediorientali.