La veridica storia della guerra in Ucraina

di Guido Lenzi * –

La NATO, organizzazione difensiva dall’ambito circoscritto al territorio dei suoi Stati membri, non intervenne in occasione dell’aggressione russa alla Georgia nel 2008, né all’occupazione del Donbass ucraino ad opera di truppe prive di insegne, o all’annessione della Crimea nel 2014. Mosca ha pertanto ritenuto di poter continuare indisturbata nel medesimo intento di recuperare un proprio “estero vicino”.
Il 17 dicembre 2021, Mosca rivolge a Washington e alla NATO (non all’UE!) due analoghi progetti di Trattato per una “Nuova architettura europea di sicurezza”, praticamente sostitutiva dell’Atto Finale di Helsinki che, nel lontano 1975, aveva stabilito norme di comportamento fra gli Stati del continente, dando origine all’OSCE.
Due mesi dopo la Russia aggredisce l’Ucraina con una “operazione militare speciale”, all’apparente specifico scopo di sostituirne il governo con uno di propria emanazione. Bloccata dalla resistenza Ucraina, Mosca rivolge le proprie operazioni militari alle province sudorientali del Donbass, estendendole poi lungo la costa del Mar Nero a quelle di Zaporizhia e Kherson, che poi annette formalmente stabilendo un collegamento territoriale con la Crimea. L'”operazione militare speciale” si trasforma a tal fine in un’esplicita guerra contro i dichiarati intenti aggressivi dello schieramento euro-americano.
Lo scopo ulteriore di Mosca pare essere diventato quello di tornare a coinvolgere gli Stati Uniti in una gestione bipolare delle questioni europee, dalla quale far risultare il recupero del suo status di superpotenza. Che dovrebbe invece consistere nello svolgimento del suo ruolo di membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La cui funzionalità andrebbe restaurata.
La conclusione ? Difficile è che Putin possa recedere dai fatti compiuti, in particolare dall’annessione, oltre che della Crimea, delle provincie di Kherson e Zaporizha.
La strategia occidentale pare, quindi, non poter essere che quella di isolare politicamente la Russia, chiamando a raccolta i Paesi, dall’India al Brasile, al Sudafrica e alla Cina, che hanno finora considerato la questione ucraina un problema prevalentemente europeo. Trattandosi, invece, ormai palesemente di una minaccia all’integrità dell’intero ordinamento internazionale.
Dovremo, comunque, alla fine adoperarci per recuperare la Russia alla comunità delle nazioni.

* Ambasciatore. Ha svolto la sua carriera diplomatica dal 1964 al 2007 nelle sedi di Algeri, Losanna, Londra, Mosca, ONU New York e come Rappresentante Permanente all’OSCE a Vienna. È stato direttore dell’Istituto Europeo di Studi di Sicurezza a Parigi. Ha anche prestato servizio come Vice Capo di Gabinetto del Ministro degli Esteri e Consigliere Diplomatico di Ministri della Difesa e dell’Interno. Ha pubblicato articoli su varie riviste di relazioni internazionali ed è autore di diversi libri.

Articolo in mediapartnership con Giornale Diplomatico.