di Adkhamjon Janobiddinov –
Le riunioni annuali delle banche multilaterali di sviluppo vengono spesso giudicate in base all’entità dei pacchetti di finanziamento annunciati o al volume degli accordi firmati. Tuttavia, l’Assemblea annuale e il Forum economico della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) del 2026, tenutisi a Riga dal 5 al 7 giugno, hanno finora raccontato una storia più strutturale su come la finanza per lo sviluppo si stia adattando a un contesto globale in rapida evoluzione.
L’incontro, svoltosi sul tema “Da volatili a versatili: economie che innovano in un mondo che cambia”, ha riunito oltre 2.000 partecipanti provenienti da Europa, Asia centrale, Medio Oriente e altre regioni. Le discussioni nelle sessioni di apertura si sono concentrate meno sugli accordi principali e più sul ruolo in evoluzione delle istituzioni di sviluppo in un’era caratterizzata da frammentazione geopolitica, pressioni fiscali e accelerazione del cambiamento tecnologico.
Un tema centrale dell’incontro è stato l’Ucraina, dove la BERS ha ampliato significativamente le sue operazioni dall’inizio della guerra. Secondo i dati ufficiali, la Banca ha erogato quasi 10 miliardi di euro in finanziamenti dal 2022, diventando uno dei maggiori investitori istituzionali del Paese. Il sostegno si è concentrato sul mantenimento dell’attività economica, sulla stabilizzazione delle infrastrutture energetiche, sul rafforzamento dei servizi municipali e sul sostegno alla resilienza del settore privato in condizioni di guerra.
Al di là dell’Ucraina, il dibattito più ampio di Riga ha rispecchiato un cambiamento di prospettiva sullo sviluppo, con la resilienza come obiettivo politico fondamentale. Per decenni, le strategie di sviluppo sono state definite principalmente da crescita, convergenza e integrazione del mercato. Oggi, tuttavia, i responsabili politici si trovano sempre più spesso a dover affrontare shock sovrapposti, tra cui instabilità geopolitica, interruzioni delle catene di approvvigionamento, volatilità del mercato energetico e aumento del debito sovrano.
La sicurezza energetica è emersa come un altro tema chiave del forum. La distinzione tra politica climatica e sicurezza energetica si sta facendo sempre più labile, con investimenti in generazione da fonti rinnovabili, modernizzazione della rete, interconnessioni transfrontaliere e capacità di stoccaggio ora considerati priorità sia climatiche che strategiche. La regione baltica, compreso il paese ospitante, la Lettonia, è stata spesso citata come esempio di come i sistemi energetici vengano ristrutturati per ridurre la dipendenza dalle vecchie rotte di approvvigionamento e rafforzare l’integrazione con le reti europee.
Oltre all’energia, l’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale hanno avuto un ruolo di primo piano nelle discussioni politiche. A differenza degli anni precedenti, quando la digitalizzazione era considerata un’agenda settoriale, l’IA è ora sempre più posizionata, insieme a infrastrutture, energia e governance, come fattore economico strategico. Questioni quali l’adattamento della forza lavoro, lo sviluppo delle competenze digitali, la preparazione normativa e gli ecosistemi dell’innovazione stanno diventando centrali nel modo in cui le istituzioni per lo sviluppo valutano la competitività a lungo termine.
Sebbene gran parte dell’attenzione rimanga concentrata su Europa e Ucraina, l’Asia centrale continua ad acquisire importanza nell’ambito dell’area operativa della BERS. Paesi come l’Uzbekistan e il Kazakistan sono ora considerati connettori strategici tra Europa e Asia, soprattutto in un contesto di continua evoluzione delle rotte commerciali e delle catene di approvvigionamento globali.
Questa crescente rilevanza è strettamente legata alla connettività infrastrutturale e all’integrazione regionale. Uno dei modelli più discussi a Riga è il Corridoio Medio, una via di trasporto che collega Asia ed Europa attraverso l’Asia centrale e il Caucaso meridionale. Un tempo considerata una rotta secondaria, ha acquisito importanza strategica in quanto governi e attori privati cercano alternative alle rotte interessate da tensioni geopolitiche e colli di bottiglia logistici.
I progetti infrastrutturali su larga scala continuano a illustrare questo cambiamento. Tra le iniziative più seguite c’è il progetto idroelettrico Kambar-Ata-1 in Kirghizistan, che potrebbe attrarre finanziamenti fino a 1,5 miliardi di dollari, diventando così uno dei più significativi investimenti energetici pianificati nella regione.
La presidente della BERS, Odile Renaud-Basso, ha sottolineato che molte economie operano attualmente in condizioni di spazio fiscale limitato, crescente indebitamento e calo degli aiuti allo sviluppo. In questo contesto, ha evidenziato che i governi da soli non saranno in grado di finanziare l’entità degli investimenti necessari per la transizione energetica, lo sviluppo delle infrastrutture e la ricostruzione post-crisi.
Di conseguenza, la mobilitazione dei capitali privati è diventata un pilastro centrale della strategia della Banca. A Riga, questo approccio si è concretizzato nell’ampliamento della cooperazione con l’Unione Europea nell’ambito del programma InvestEU, volto ad aumentare le garanzie e il supporto consultivo per sbloccare gli investimenti in infrastrutture sostenibili, trasformazione digitale, innovazione e piccole e medie imprese.
Nel complesso, la riunione annuale evidenzia come la BERS stia adeguando le proprie priorità alle attuali condizioni globali e regionali. Con la riunione annuale che si concluderà il 7 giugno, si prevede l’annuncio di ulteriori accordi e pacchetti di investimento.




