di Alberto Galvi –

La Lettonia si è mossa per rafforzare la sicurezza al confine della Bielorussia, con il ministro della Difesa lettone Inara Murniece che ha ordinato all’esercito di portarsi in loco. Gli ufficiali della Guardia di frontiera lettone sono stati richiamati dalle vacanze per aiutare nei pattugliamenti. In 24 ore sono stati fatti 96 tentativi da parte di persone di attraversare il confine.

Le autorità bielorusse sono sempre più coinvolte nell’organizzazione del flusso di migranti, molti dei quali sono richiedenti asilo e rifugiati, attraverso i confini della Lettonia.

La Lettonia condivide un confine di circa 172 km con la Bielorussia, uno stretto alleato della Russia, e il governo ha accusato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko di portare deliberatamente al confine persone provenienti da regioni del mondo colpite dalle crisi.

I membri dell’Unione Europea Lettonia, Lituania e Polonia hanno espresso crescente preoccupazione per gli attraversamenti di frontiera “illegali”, da quando centinaia di mercenari russi del gruppo Wagner sono arrivati ​​in Bielorussia il mese scorso su invito del presidente Lukashenko. Lettonia, Polonia e Lituania hanno affrontato nel 2021 una crisi di confine quando migliaia di persone, per lo più provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa, hanno cercato di entrare in Polonia dalla Bielorussia, ma sono state respinte.

Negli ultimi mesi hanno tentato di attraversare il confine polacco principalmente mediorientali e africani. Per questa ragione in Lettonia si sta pianificando di spostare fino a 10mila truppe aggiuntive al confine con la Bielorussia per supportare le sue guardie di frontiera. Nei giorni scorsi le autorità lettoni hanno annunciato dall’inizio dell’anno sono stati impediti circa 5.800 tentativi di ingresso illegale nel paese, mentre per motivi umanitari è stato concesso a 292 persone il diritto d’asilo.