Dirigente del partito Yabloko a Pskov, oggi detenuto

La Corte suprema russa ha confermato la condanna a undici anni per essersi opposto pubblicamente alla guerra in Ucraina. Storico dirigente regionale di Yabloko, tra le poche voci di opposizione sopravvissute alla repressione post-2022, rappresenta oggi il caso simbolo di come Mosca tratti il dissenso: nessuna amnistia, nessuna revisione, la pena resta intera. La sua vicenda misura la distanza tra propaganda di vittoria e realtà del controllo interno.