Libano. Il cessate-il-fuoco violato da Israele: 104 morti dalla tregua

di Giuseppe Gagliano

L’Alto commissariato ONU per i diritti umani denuncia l’uccisione di 103 civili libanesi dall’entrata in vigore della tregua del 27 novembre 2024. Gli attacchi israeliani hanno continuato a colpire zone abitate, scuole, ospedali e luoghi di culto, impedendo a migliaia di famiglie di rientrare nelle proprie case.
Israele non ha ritirato le truppe da cinque aree strategiche del Sud Libano e ha continuato raid con droni e caccia. Hezbollah, pur indebolito, resta radicato politicamente e militarmente nel Sud e ha ripreso a lanciare razzi, legando la sua azione alla solidarietà con Gaza.
L’ONU chiede un’inchiesta indipendente sul raid di Bint Jbeil del 21 settembre, che ha ucciso cinque civili tra cui tre bambini. La protezione dei civili dovrebbe restare prioritaria rispetto agli obiettivi militari: un principio che la tregua non ha saputo garantire.
La prosecuzione delle incursioni israeliane e la permanenza di Hezbollah come attore armato lasciano il Libano in un limbo di instabilità, aggravando il collasso economico e lo sfollamento di oltre 80 mila persone.