di Alberto Galvi

L’ex governatore della Banca centrale libanese, Riad Salameh, è stato sanzionato da Stati Uniti, Regno Unito e Canada con l’accusa di corruzione. Le sanzioni congelano i beni di Riad Salameh e dei suoi associati e vietano le transazioni tra loro e cittadini o imprese dei rispettivi paesi. In base alle accuse Salameh avrebbe contribuito al crollo dello Stato di diritto in Libano attraverso azioni corrotte che hanno arricchito lui stesso e i suoi associati. Salameh ha negato le accuse di corruzione e ha detto che si opporrà, aggiungendo che alcuni dei suoi beni sono già stati congelati in precedenti indagini.

Salameh è un ex banchiere di Merrill Lynch, che ha guidato la vacillante Banca centrale del Libano per tre decenni. Stando alle accuse avrebbe utilizzato la sua posizione per dirottare centinaia di milioni di dollari di fondi statali verso società di comodo con investiti in immobili in Europa. Avrebbe anche utilizzato società con sede a Panama per acquistare azioni di una società di investimento in cui lavorava suo figlio, che in seguito ha venduto a una banca libanese regolamentata dalla banca centrale.

Salameh ha lasciato il suo incarico il 31 luglio. La Procura del Libano lo ha accusato di appropriazione indebita, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale. A maggio anche le autorità francesi e tedesche hanno emesso mandati di arresto, sempre per riciclaggio di denaro. Francia, Germania e Lussemburgo stanno indagando su Salameh e stretti collaboratori per presunti reati finanziari, tra cui l’arricchimento illecito e il riciclaggio di 330 milioni di dollari.

Francia e Germania hanno emesso avvisi dell’Interpol su Salameh a maggio, sebbene il Libano non consegni i suoi cittadini all’estero. Il Libano è da tempo sprofondato nel caos finanziario.