di Giuseppe Gagliano –
Il presidente libanese Joseph Aoun si trova in Arabia Saudita per la sua prima visita ufficiale all’estero, con l’obiettivo di risanare i legami con Riad e ottenere aiuti economici per il Libano, in piena crisi finanziaria. La visita, su invito del principe ereditario Mohammed bin Salman, punta a ridare slancio alla cooperazione bilaterale, colpita negli ultimi anni da tensioni politiche e restrizioni economiche.
per salvare il Libano
Aoun ha un’agenda chiara: rassicurare i sauditi che Beirut non sarà più un crocevia per conflitti regionali e ripristinare il flusso di investimenti dal Golfo. Il presidente libanese ha già avviato colloqui con il premier Nawaf Salam e il ministro dell’Economia Mohammad Abu Haidar per definire i dettagli di 22 nuovi accordi in ambiti chiave come commercio, agricoltura, trasporti e difesa.
Il Libano spera anche di convincere l’Arabia Saudita a revocare il divieto di viaggio e le restrizioni sulle esportazioni alimentari libanesi, imposte nel 2021 per presunti traffici illeciti. Il riavvicinamento con Riad potrebbe inoltre garantire un supporto economico cruciale per la ricostruzione delle infrastrutture e la stabilizzazione del sistema bancario, già provato da anni di crisi politica e corruzione.
Le relazioni tra Beirut e Riad hanno attraversato una fase di gelo, aggravata dal crescente peso di Hezbollah nella politica libanese. Nel 2021, le dichiarazioni controverse dell’ex ministro dell’Informazione George Kordahi sulla guerra in Yemen scatenarono una crisi diplomatica, con il ritiro dell’ambasciatore saudita e l’espulsione del rappresentante libanese dal regno.
Ma il punto di rottura è stato il consolidamento di Hezbollah come attore dominante in Libano, percepito da Riad come una minaccia diretta alla sicurezza del Golfo. Ora, con la recente perdita di influenza di Hezbollah e la caduta del regime siriano di Bashar al-Assad, la monarchia saudita potrebbe riaprire i canali di dialogo con Beirut.
Oltre al sostegno economico, Riad ha un ruolo chiave nella stabilità politica libanese. Attraverso il Comitato Quintetto, che include Qatar, Stati Uniti, Francia ed Egitto, l’Arabia Saudita ha contribuito a sbloccare l’elezione di Aoun e ora potrebbe mediare nuove intese per garantire un equilibrio di potere più sostenibile nel Paese.
Il viaggio di Aoun non si ferma in Arabia Saudita. Dopo la visita a Riad, il presidente libanese volerà in Egitto per partecipare a un vertice arabo, ma la sua prima tappa a Riad segna un chiaro segnale della volontà di riallacciare i rapporti con il principale attore del Golfo.
Il successo della missione dipenderà dalla capacità del Libano di dimostrare un reale impegno nelle riforme economiche e politiche. Senza azioni concrete, il rischio è che la visita resti solo un tentativo diplomatico senza conseguenze tangibili per l’economia libanese in difficoltà.




