Libano. Raid israeliano alle porte di Beirut: cresce la tensione nelle aree cristiane

di Guido Keller

Mentre Israele prosegue l’invasione di terra nel sud del Libano, avanzando dal confine fino al fiume Litani, si intensifica anche la pressione militare su altre aree del Paese. Secondo quanto riportato dalla testata israeliana Haaretz, l’esercito avrebbe completato lo schieramento di uomini e mezzi lungo la cosiddetta “linea missilistica anticarro”, consolidando così la propria presenza operativa nella regione.
In questo contesto già teso, un nuovo episodio ha fatto salire ulteriormente il livello di allarme. Nella mattinata odierna, un missile israeliano ha colpito Ain Saadeh, villaggio situato sulle colline sopra Beirut. Secondo i media locali, l’attacco ha causato la morte di un ufficiale delle Forze Libanesi – formazione politico-militare cristiana – insieme alla moglie e a un vicino.
L’episodio segna un punto di svolta significativo: è infatti la prima volta che questa località a maggioranza cristiana viene direttamente colpita. Il doppio attacco ha “scatenato il panico” tra i residenti, alimentando timori di un possibile allargamento del conflitto anche a zone finora considerate relativamente sicure. Già durante la guerra del 2024, infatti, le aree cristiane erano rimaste sostanzialmente escluse dai raid.
Dal canto suo, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira “un obiettivo terroristico”, precisando che sono in corso verifiche per valutare eventuali danni collaterali provocati dall’operazione.
Di fronte all’escalation, il governo libanese è intervenuto per rassicurare la popolazione. Il ministro degli Interni Ahmad Hajjar, al termine di un incontro con il presidente Joseph Aoun, ha annunciato un rafforzamento della presenza delle forze di sicurezza sul territorio. “Siamo impegnati a garantire una maggiore presenza nelle regioni e abbiamo impartito direttive per rassicurare la popolazione e proteggere i cittadini”, ha dichiarato.
Resta però alta la preoccupazione per la fragile tenuta interna del Libano. Come sottolineano i media locali, il Paese continua a essere attraversato da profonde divisioni etnico-religiose. A queste si aggiunge, negli ultimi mesi, la questione degli appartamenti affittati a sfollati, tra i quali potrebbero nascondersi individui con legami con Hezbollah.
In un quadro già segnato da instabilità politica e crisi economica, l’estensione delle operazioni militari e il coinvolgimento di nuove aree rischiano ora di acuire ulteriormente le tensioni, sia sul piano della sicurezza sia su quello della coesione sociale.