Caso al- Masri. Anm: Nordio, ‘Inaccettabile invasione di campo’. Poi il chiarimento

Carlo Nordio si infuria con il presidente dell'Anm, che in radio ha parlato della vicenda al-Masri, 'Consideravo Parodi equilibrato. Non so come si permetta di citare la mia capo di gabinetto, inaccettabile invasione di prerogative'.

di Mirko Gabriele Narducci / Dire *

“Sono sconcertato dalle parole di un presidente Anm considerato, sino ad ora, equilibrato. Non so come si permetta di citare la mia capo di gabinetto, il cui nome per quanto almeno mi risulta, non è citato negli atti. In caso contrario dovrei desumere che Parodi è a conoscenza di notizie riservate. Quanto all’aspetto politico, considero queste affermazioni, fatte da un autorevole rappresentante Anm, una impropria ed inaccettabile invasione di prerogative istituzionali“. Lo dichiara il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il commento di Nordio si riferisce alle affermazioni fatte dal presidente dell’Anm, Cesare Parodi, che questa mattina è intervenuto a Radio anch’io parlando della vicenda e facendo cenno a “ricadute politiche” nel caso di un processo. Ha detto Parodi: “Un processo dove vengono accertati magari in via definitiva certi fatti ha evidentemente una ricaduta politica, neanche tanto indirettamente, sulle persone coinvolte”. Per Nordio si tratta di un’entrata a gamba tesa e di una interferenza da parte dell’Anm. Nel corso della mattinata, però, è arrivato un chiarimento da parte di Parodi, che ha fatto sapere di non aver mai citato Bartolozzi nel suo ragionamento.
“Il sottoscritto non ha mai citato né fatto riferimento alla dottoressa Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Nordio, rispetto al caso al-Masri, come si può evincere dalla stessa registrazione della puntata dell’ intervista radiofonica andata in onda stamattina. Ho invece sviluppato un ragionamento generale che prescinde dall’inchiesta in corso. Ha assolutamente ragione il ministro a dire che in caso contrario sarebbe stata un’invasione di campo, approccio che non mi appartiene né culturalmente né caratterialmente”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Anm Cesare Parodi.
La vicenda, su cui in questi giorni si sta nuovamente scaldando lo scontro politico, è quella del rilascio e dell’espulsione di Osama Najeem al-Masri, capo della polizia libica di Tripoli, su cui pendeva un mandato di cattura internazionale dalla Corte penale internazionale dell’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità. Il torturatore al-Masri era stato arrestato dalla Digos il 19 gennaio 2025 e poi rilasciato dalla Corte d’Appello di Roma per un vizio di forma legato alla mancata comunicazione da parte del Ministero della Giustizia, per poi essere espulso dall’Italia. Successivamente, il ministro Nordio è stato iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento e peculato a seguito di un esposto presentato dall’avvocato Luigi Li Gotti. Ieri è arrivata la notizia che il Tribunale dei ministri ha deciso di archiviare la posizione di Giorgia Meloni, chiedendo invece l’autorizzazione a procedere per il rinvio a giudizio di Nordio ma non solo. Anche di Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano.

* Fonte: agenzia Dire.