Libia. Arrivati mille mercenari sudanesi per Haftar. Ma l’offensiva sembra sfumata

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La nuova offensiva del generale “di Tobruk” Khalifa Haftar si è di fatto arenata alle porte di Tripoli, con l’esercito del Governo di accordo nazionale e le milizie alleate, in particolare quella potente di Misurata, che stanno addirittura riconquistando posizioni perse. Nei piani di Haftar Tripoli avrebbe dovuta essere conquistata in un mese, cioè entro il 5 maggio, ma il supporto di alleati quali la Turchia ed il Qatar ha permesso di bloccare la seconda offensiva, iniziata pochi giorni fa.
Haftar conta sul rifornimento di armi e di denaro soprattutto da Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto, ma oggi il presidente del Gna, Fayez al-Serraj, è tornato a denunciare la cospicua presenza di mercenari nelle file del generale ribelle.
La notizia non è di per sé nuova, tanto che dell’arrivo di un migliaio di mercenari se ne era parlato già una settimana fa, ma oggi si è saputo che le forze di Haftar sarebbero in attesa di altri 3mila elementi, sempre dal Sudan. Si tratta di miliziani più accetti dei ciadiani già presenti, impegnati sempre con Haftar: tra i combattenti ci sono risentimento ed insofferenza per la guerra contro il Ciad del 1987, durante la quale fu, tra l’altro, fatto prigioniero lo stesso Haftar, il quale venne prelevato dalla Cia e portato negli Usa fino al 2011, quando comparve per guidare la piazza di Bengasi contro Gheddafi.