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E’ stato arrestato a Torino, su mandato della Corte penale internazionale (Cpi), Njeem Osama al-Masry, una figura chiave del sistema repressivo libico. Un nome che, seppur poco conosciuto al grande pubblico, è noto in Libia e tra le organizzazioni internazionali che monitorano i diritti umani. Al-masry, generale a capo della polizia giudiziaria libica, sarebbe, secondo gli inquirenti dell’Interpol, responsabile di soprusi presso la prigione di Mitiga, a Tripoli.
La Cpi lo accusa di gravi violazioni dei diritti umani e di crimini di guerra: nel carcere di Mitiga, controllato dalla Forza Radaa, sarebbero state perpetrate torture fisiche e psicologiche, ma si parla anche di diversi detenuti spariti nel nulla.
L’arresto di al-Masry è il risultato di anni di indagini, condotte con difficoltà in un contesto in cui ottenere informazioni è estremamente pericoloso. Le testimonianze dei sopravvissuti hanno permesso di documentare, secondo gli inquirenti, gli abusi commessi sotto il suo comando.




