di Giuseppe Gagliano

Kassoum Goïta, ex capo dei servizi di intelligence del Mali, si trova al centro di una complessa vicenda politica nel Paese, culminata nel suo arresto nel 2021 dopo il secondo colpo di Stato guidato da Assimi Goïta e dai colonnelli al potere a Bamako. Nonostante avesse occupato un ruolo di rilievo nelle forze armate, Kassoum Goïta è stato messo da parte dalle nuove autorità maliane che hanno preso il potere attraverso colpi di Stato successivi nel 2020 e 2021.

Dopo il secondo colpo di Stato, che ha consolidato il potere di Assimi Goïta come presidente della transizione, Kassoum Goïta è stato arrestato con l’accusa di tradimento e minaccia alla sicurezza dello Stato. Il suo arresto è avvenuto in un clima di crescente instabilità e purghe interne, in cui i nuovi leader militari cercavano di consolidare la loro autorità eliminando qualsiasi potenziale oppositore o voce critica all’interno delle istituzioni di sicurezza. Tuttavia, la vicenda di Kassoum Goïta ha preso una piega ancora più oscura quando, nel maggio 2023, è stato estratto dalla prigione in cui era detenuto. Da allora, nessuno ha più avuto notizie certe sul suo destino, il che ha suscitato preoccupazioni sulla sua sorte.

Alcune fonti suggeriscono che potrebbe essere stato trasferito in un luogo sconosciuto o addirittura eliminato, mentre altre ipotesi indicano che potrebbe trovarsi ancora nelle mani delle autorità maliane. Il silenzio delle autorità di Bamako sulla questione ha alimentato voci di una lotta interna al potere, con i leader della giunta intenti a neutralizzare qualsiasi figura che possa costituire una minaccia.

Il Mali, sotto il controllo della giunta militare, continua a essere attraversato da profonde crisi politiche e di sicurezza, aggravate dalle sanzioni internazionali e dalla crescente influenza dei gruppi armati jihadisti. L’arresto e la sparizione di Kassoum Goïta rappresentano solo uno dei numerosi segnali delle tensioni interne che caratterizzano la giunta, la quale deve affrontare crescenti sfide per mantenere il controllo del Paese mentre cerca di gestire una delicata transizione politica.