di Belkassem Yassine –
Dopo l’annuncio di ieri del ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita, il quale aveva riportato che “Il Regno del Marocco e l’Unione Europea hanno concluso con successo i negoziati sulla modifica dell’accordo agricolo tra le due parti”, oggi l’ambasciatore del Marocco presso l’Ue, Ahmed Réda Chami, e la controparte europea hanno sotto scritto l’applicazione provvisoria dell’intesa, in attesa della conclusione delle procedure interne da parte di entrambe le parti.
In base all’accordo raggiunto i prodotti agricoli delle province meridionali beneficiano delle stesse condizioni di accesso preferenziale al mercato europeo di quelli del resto del Regno, in conformità con l’Accordo di Associazione Marocco-Ue. In altre parole, l’accordo conferma che le condizioni di accesso al mercato europeo per i prodotti del nord del Marocco saranno applicate ai prodotti del Sahara Marocchino.
Si tratta di una decisione per certi versi innovativa, dal momento che in passato (l’ultima volta nel 2024) la Corte di giustizia europea aveva annullato gli accordi commerciali Ue-Marocco per i prodotti provenienti dal Sahara Marocchino (conosciuto come Sahara Occidentale), sostenendo che non venisse rispettato il diritto del popolo Saharawi all’autodeterminazione.
Il Sahara Marocchino è riconosciuto come parte del Marocco da diversi paesi, anche europei, e dagli Stati Uniti, a seguito del piano di forte autonomia regionale introdotto da Rabat e quindi della soluzione volta a mettere fine all’annoso conflitto con il Polisario.
L’accordo firmato oggi introduce modifiche tecniche volte a facilitare l’accesso dei prodotti e a valorizzarli, in particolare in termini di informazione al consumatore attraverso un’etichettatura che menziona le regioni di produzione nel Sahara Marocchino, nella fattispecie “Laâyoune-Sakiat El Hamra” e “Dakhla-Oued Eddahab”.
Il testo rafforza così una relazione commerciale che vede il Regno del Marocco quale principale partner economico dell’Ue in Africa e nel mondo arabo, e favorirà l’occupazione e gli investimenti nelle province meridionali del Regno e la creazione di progetti, commercio e di posti di lavoro.












