
di Giuseppe Gagliano –
Marocco. Lo smantellamento di una cellula composta da dieci presunti jihadisti, tra cui un minorenne, conferma che la minaccia proveniente dal Sahel si sta progressivamente estendendo verso il Maghreb. Secondo le autorità di Rabat, il gruppo era collegato alla branca saheliana dello Stato Islamico e stava preparando attentati sul territorio nazionale, con il supporto operativo dell’organizzazione terroristica.
Le operazioni di polizia condotte in diverse città, tra cui Agadir, Casablanca, Tétouan e Safi, hanno portato al sequestro di armi da taglio, materiale militare, istruzioni per la costruzione di ordigni esplosivi e di un’autovettura modificata per l’impiego di gas butano, elemento che lascia ipotizzare la preparazione di un attentato con veicolo esplosivo.
Il Marocco dispone di uno degli apparati antiterrorismo più efficienti dell’Africa settentrionale e negli ultimi anni ha impedito numerosi attacchi grazie a un’intensa attività di intelligence. Tuttavia, il ripetersi di operazioni di questo tipo dimostra che la minaccia resta elevata e continua ad alimentarsi attraverso i collegamenti con le organizzazioni jihadiste attive nel Sahel.
L’instabilità di Mali, Burkina Faso e Niger, aggravata dai colpi di Stato, dall’indebolimento delle istituzioni e dalla presenza di gruppi affiliati allo Stato Islamico e ad al Qaeda, favorisce infatti la diffusione del terrorismo lungo le rotte del contrabbando e delle migrazioni verso il Nord Africa. Pur non confinando direttamente con l’area della crisi, il Marocco resta esposto attraverso la Mauritania e il Sahara Occidentale.
Per Rabat il rischio riguarda anche l’economia. Un attentato contro città come Agadir, Marrakech o Casablanca potrebbe compromettere il turismo, gli investimenti e la reputazione internazionale del Paese, oltre a colpire infrastrutture strategiche come porti, reti di trasporto e impianti energetici.
La risposta marocchina continua a puntare sulla prevenzione, attraverso intelligence, cooperazione tra forze di sicurezza e controllo delle reti estremiste. Tuttavia, la stabilità del Paese dipende sempre più dall’evoluzione della crisi nel Sahel. Per questo Rabat rafforza la cooperazione con i Paesi dell’Africa occidentale e consolida il proprio ruolo di partner strategico dell’ue e degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo, nel controllo delle migrazioni e nella sicurezza del Mediterraneo occidentale.











