Marocco. Mohammed VI all’apertura del Parlamento: sviluppo locale e giustizia sociale al centro del discorso

di Belkassem Yassine –

Re Mohammed VI del Marocco ha pronunciato un discorso solenne ai membri di entrambe le Camere del Parlamento, segnando l’apertura ufficiale della sessione parlamentare autunnale e l’inizio dell’anno politico del Paese. Mohammed VI, accompagnato dal principe ereditario Moulay El Hassan e dal principe Moulay Rachid, ha innanzitutto elogiato “il lavoro legislativo, la supervisione dell’azione di governo e la valutazione delle politiche pubbliche”, nonché “gli sforzi compiuti per alzare il livello di performance della diplomazia partisan e parlamentare al fine di servire al meglio le Cause superiori della Nazione”. Ha invitato i deputati a svolgere “un lavoro più diligente ed efficace, in uno spirito di cooperazione e complementarietà con la diplomazia ufficiale”.
Il re ha invitato i deputati a concludere il loro mandato con “serietà e responsabilità, completando con successo i processi legislativi e i programmi in corso”, insistendo sulla necessità di “rimanere vigili e impegnati a sostenere la causa dei cittadini”. Ha affermato che non dovrebbe esserci “alcuna contraddizione o rivalità tra i grandi progetti nazionali e i programmi sociali”, poiché “l’obiettivo è sviluppare il Paese e migliorare le condizioni di vita dei cittadini, ovunque si trovino”. Il sovrano ha sottolineato che “l’inquadramento dei cittadini e la comunicazione sulle iniziative pubbliche e sulle varie leggi e decisioni, in particolare quelle direttamente legate ai diritti e alle libertà dei cittadini”, sono una responsabilità collettiva di governo, parlamentari, partiti politici, rappresentanti eletti locali, media e della società civile.
Il re ha ricordato di aver “invitato nell’ultimo Discorso del Trono (il 30 luglio 2025, ndr) ad accelerare il progresso del Marocco Emergente e ad avviare una nuova generazione di programmi di sviluppo territoriale”. “Queste questioni – ha affermato – superano i limiti temporali dell’azione governativa e parlamentare”, con il Paese che persegue “un percorso sicuro verso una maggiore giustizia sociale e territoriale”.
Ha inoltre affermato che “il livello di sviluppo locale è il vero specchio del progresso di un Marocco emergente e solidale” e che “il dualismo tra giustizia sociale e lotta alle disuguaglianze territoriali” deve rimanere “un orientamento strategico che richiede l’impegno di tutti gli attori”, con l’impegno a garantire che i frutti della crescita vadano a beneficio di tutti, e che i figli di un Marocco unito godano di pari diritti politici, economici e sociali e di molti altri diritti.
Ha spiegato che la trasformazione territoriale richiederà “un cambiamento significativo nelle mentalità e nei metodi di lavoro, nonché di un vero radicamento della cultura dei risultati”, basata sulla “raccolta di dati precisi sul campo e sull’uso delle tecnologie digitali”.
Mohammed VI ha chiesto programmi di sviluppo “più rapidi ed efficaci”, basati su “un rapporto win-win tra aree urbane e rurali”. Tra le priorità stabilite figurano “l’incoraggiamento delle iniziative locali, la creazione di posti di lavoro per i giovani, la promozione dei settori dell’istruzione e della sanità e la riqualificazione territoriale”.
Il sovrano ha giudicato “inammissibile qualsiasi negligenza che comprometta l’efficienza e la redditività degli investimenti pubblici”, e ha esortato i responsabili a lottare contro qualsiasi pratica che richieda molto tempo, energia e risorse.
Ha anche indicato tre aree d’azione: prestare particolare attenzione alle regioni più vulnerabili, in particolare alle zone montuose e alle oasi”; guidare l’operatività di leve di sviluppo sostenibile per la fascia costiera nazionale; estendere il programma nazionale per lo sviluppo dei centri rurali emergenti al fine di fornire ai cittadini “servizi amministrativi, sociali ed economici di prossimità”.
Concludendo il suo discorso, re Mohammed VI ha esortato il governo e il Parlamento, sia la maggioranza che l’opposizione, a “mobilitare tutte le energie e le potenzialità e a difendere gli interessi superiori della nazione e dei suoi cittadini”. Ha infine invitato tutti a rimanere “degni della fiducia riposta in loro e all’altezza della responsabilità che incombe su di loro, con integrità, impegno e abnegazione al servizio della patria”.