di Belkassem Yassine –
Re Mohammed VI del Marocco è intervenuto alla 69ma Assemblea delle Nazioni Unite attraverso un messaggio letto dal capo del governo, Abdelilah Benkirane: “Lancio un appello per il rispetto delle specificità di ogni paese, del suo percorso e della sua volontà di edificare un proprio modello di sviluppo” – ha scritto il sovrano – “e ciò vale in modo particolare per i paesi in via di sviluppo che ancora soffrono gli effetti della colonizzazione”. “Lo sviluppo duraturo – ha continuato Mohammed VI – non si decreta con le decisioni o le ricette pronte, ne’ esiste materia un solo ed unico modello. Ogni paese ha un percorso che gli è proprio, secondo la sua evoluzione storica, il suo patrimonio di civilizzazione e le sue risorse umane e naturali, oltre alle sue particolarità politiche e le sue scelte economiche, così come le difficoltà e le sfide che viene ad affrontare”.
“Il colonizzatore – ha spiegato – ha ostacolato il processo di sviluppo dei vari paesi. Ha sfruttato le loro ricchezze e le potenzialità dei loro figli, alterando in profondità i costumi e le culture dei popoli. Ha introdotto i fermenti della divisione tra i componenti di un stesso popolo, e piantato i germi del conflitto e della discordia tra gli Stati del vicinato. Anche se numerosi anni si sono trascorsi, gli Stati coloniali portano una responsabilità storica per la situazione difficile, talvolta drammatica, che vivono diversi paesi del sud, soprattutto in Africa”.
Il re ha quindi sottolineato che dopo tutti questi effetti distruttivi i paesi occidentali non hanno il diritto di esigere dai paesi del sud un cambiamento radicale e veloce secondo un schema estraneo alle loro culture, ai loro principi e alle loro proprie potenzialità, come se lo sviluppo possa essere realizzato solo attraverso un modello unico, cioè quello occidentale. Per questo ha invitato la comunità internazionale ad un “maggiore realismo e saggezza nei rapporti con questi Stati”.
E’ vero, “la stabilità non può realizzarsi senza sviluppo, e lo sviluppo è possibile solamente con la stabilità”; tuttavia l’uno e l’altra sono legati nel rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati, delle culture e dei costumi dei popoli e della certezza che sia assicurata la possibilità per la popolazione di condurre una vita libera e dignitosa.
”Ho già affermato ad Abidjan nel febbraio scorso – ha continuato Mohammed VI – che Africa non ha bisogno di aiuti umanitari, ma di partenariati reciprocamente fruttuosi; ho insistito sulla necessità che ha l’Africa di liberarsi del suo passato e dei suoi problemi politici, economici e sociali, contando essenzialmente sulle sue proprie capacità per realizzare il proprio sviluppo. In quest’ottica il Marocco ha dato un esempio tangibile firmando accordi importanti con diversi paesi africani”.
Ha quindi concluso affermando che il mondo oggi è davanti a due strade“o la comunità internazionale porta il suo appoggio ai paesi in sviluppo, affinché possano giungere alla sicurezza e alla stabilità nelle loro rispettive regioni, o dovremo tutti sopportare le conseguenze dell’affermarsi dei demoni dell’estremismo, della violenza e del terrorismo che alimenta il sentimento di ingiustizia e di esclusione, ed ai quali nessuno luogo al mondo potrà esserne esente”.




