di Belkassem Yassine –

CASABLANCA – Il re del Marocco Mohammed VI ha annunciato in occasione di una specifica cerimonia presso il palazzo reale di Casablanca la creazione della Fondazione Mohammed VI degli Ulema africani, la quale ha lo scopo di coordinare e unificare gli sforzi degli ulema musulmani del Marocco e degli altri stati africani per far conoscere, diffondere e consolidare i valori di un Islam tollerante.

Nell’occasione il portavoce del palazzo reale, Abdelhak Lamrini, ha sottolineato che “in applicazione delle Alte istruzioni date Maestà Vostra, nella Vostra qualità di Amir Al-Mouminine (Capo dei credenti, ndr.), si è proceduti alla creazione del Fondazione Mohammed VI degli Ulema africani, collocata sotto la presidenza effettiva della Vostra Maestà”. Erano presenti alla cerimonia gli ulema di 29 paesi africani.

Lamrini ha quindi comunicato che il sovrano ha nominato Ahmed Toufiq, ministro di Habous e degli Affari Islamici, presidente delegato della Fondazione Mohammed VI degli Ulema africani.

Il presidente delegato della Fondazione, Ahmed Toufiq, ha sottolineato che “la decisione di creare questa istituzione non è legata ad una circostanza particolare, non procede neanche di un’idea fortuita. È espressione di un lavoro in profondità, fatto del ricco capitale accumulato nelle relazioni del Regno del Marocco con una trentina di paesi d’Africa, che si basa su una congiunzione di punti di interessi comuni rispetto al presente e all’avvenire”.

Tale visione passa attraverso due elementi fondamentali:

– la richiesta dei paesi africani al re del Marocco di farsi carico della formazione dei loro Imam e predicatrici (morchidates);

– il fatto che buona parte degli ulema africani stessi, come i loro antenati, hanno acquistato il loro sapere religioso e la loro pratica presso maestri ed eruditi in Marocco.

La costituzione della Fondazione Mohammed VI degli Ulema africani non sarà un organismo che sostituirà le istanze religiose dei paesi d’origine degli ulema membri, in quanto verrà rispettata la sovranità di questi paesi: è più da vedersi come come un impegno del Marocco in un contesto in cui diverse istanze religiose del mondo musulmano sembrano perdere la volontà di seguire i riferimenti rappresentati dalla Grande moschea di al-Azhar del Cairo o altri modelli dell’Islam, traendo modelli spesso incompatibili con la vera natura dell’Uomo africano.

La Fondazione, unica del mondo nel suo genere a essere presieduta da un capo di stato, il quale è Capo dei credenti, sarà caratterizzata dall’aspetto scientifico, non sarà un ordine caritatevole o atto al proselitismo, segnerà il rinascimento dei fondamenti religiosi dei musulmani d’Africa, del rito Malekita, del dogma Achaarita e del sufismo sunnita,

e avrà fra gli obiettivi quello di prendere ogni iniziativa volta all’integrazione dei valori religiosi della tolleranza nel quadro di ogni riforma riguardante gli aspetti dello sviluppo in Africa; si proporrà inoltre di animare l’azione intellettuale, scientifica e culturale in rapporto con la religione musulmana, come pure di consolidare e sviluppare le relazioni storiche che legano il Marocco agli altri Stati africani.

Opererà anche in favore dell’istituzione di centri e di enti religiosi, scientifici e culturali, della rivitalizzazione del patrimonio culturale islamico africano comune attraverso la sua diffusione e la sua salvaguardia, oltre all’instaurazione di relazioni di cooperazione con le associazioni e gli organismi che hanno gli stessi obbiettivi.

Con una nota l’Isesco ha comunicato che “L’organizzazione Islamica per l’Educazione le Scienze e la Cultura ha salutato la creazione della Fondazione Mohammed VI degli Ulema africani, la quale permetterà il coordinamento, la complementarietà e la cooperazione tra gli Ulema d’Africa”.