di Mariarita Cupersito –
Si è svolto nella giornata di ieri mercoledì 11 dicembre, nella splendida cornice di Palazzo Clerici a Milano, l’incontro organizzato dall’ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale con l’ex Cancelliera tedesca Angela Merkel, che nei suoi sedici anni di governo ha lasciato un segno indelebile nella politica tedesca, europea e internazionale.
L’incontro si inserisce nel tour promozionale della sua autobiografia dal titolo “Libertà”, edita in Italia da Rizzoli, che vede la Merkel impegnata tra Europa e Stati Uniti. Nelle sue memorie, l’ex Cancelliera ripercorre la sua vita in due Stati tedeschi: nella DDR fino al 1990, poi nella Germania riunificata.
L’incontro di ieri nel capoluogo lombardo ha registrato il sold out e ha visto la Merkel raccontare, intervistata da Walter Veltroni alla presenza di una selezionata platea di politici, giornalisti ed esponenti del mondo della cultura, il suo operato come leader europea analizzando gli eventi principali della storia recente.
“La democrazia vive di cambiamento; l’Unione europea non può restare cristallizzata nella sua forma attuale, ci saranno sempre più passi verso l’integrazione e una politica comune per la difesa è un obiettivo importante”, ha dichiarato l’ex Cancelliera.
L’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia “è una violazione dell’integrità territoriale che calpesta i nostri valori”, afferma. “La Russia non deve vincere questa guerra e l’Ucraina deve essere aiutata a restare indipendente. Lo dobbiamo fare anche per proteggere la nostra esistenza”.
A proposito di Donald Trump, la Merkel lo definisce “una persona che ha mantenuto il punto di vista dell’immobiliarista, dividendo il mondo tra vincenti e perdenti. La collaborazione multilaterale con Trump è stata particolarmente difficile”, ammette, “è stato necessario accettare dei compromessi. Una buona politica è quella di far comprendere all’America che ha bisogno dell’Europa”.
In merito agli ultimi sviluppi in Siria dopo la caduta di Bashar Assad, l’ex Cancelliera dichiara che “coloro che hanno adesso la responsabilità politica dovranno fare le necessarie valutazioni, il cambiamento può essere una cosa positiva per il futuro e speriamo nella stabilità politica”.
Per quanto concerne la guerra in Medio Oriente, “bisogna fare tutto il possibile per garantire l’esistenza di Israele. Questo non deve significare per forza concordanza di intenti con Netanyahu. Ho lavorato con lui e ho sempre ritenuto sbagliata la sua politica sui coloni. È importante che anche i palestinesi abbiano uno Stato dove potere vivere”.
La Merkel si è soffermata a lungo anche sul tema dell’immigrazione: “Dobbiamo trovare una politica dei rifugiati congiunta, si sono fatti passi avanti, ma manca generosità”, dichiara. “L’immigrazione illegale va affrontata all’interno dei partiti democratici. Non possiamo essere dipendenti dai trafficanti. Se non lo si fa, diventa un problema sempre più grande e i partiti populisti ed estremisti avranno sempre più successo”.
In tema di femminismo, la Merkel dichiara di esserlo a modo suo, precisando di volere donne in posizioni rilevanti in politica e nell’industria. “La parità è un obiettivo necessario”, afferma.
In chiusura, l’ex Cancelliera riconosce che “non si realizzeranno in tempi brevi gli Stati Uniti d’Europa, ma non è detto che dobbiamo guardare oltreoceano. Possiamo anche trovare una nostra via”.




