di Guido Keller –
La Pesc Federica Mogherini ha riferito di essere intervenuta per riavviare i lavori del Quartetto di pace in Medio Oriente, nato nel 2002 per mediare fra sraeliani e palestinesi e che vede Ue, Usa, Russia e Onu. Con l’occasione Mogherini ha anche voluto dare un contributo per far ripartire il dialogo fra Usa e Russia, ormai fermo dalla crisi della Crimea: “Abbiamo avuto modo di parlare con i nostri partner nel Quartetto, cioè con le Nazioni Unite, con gli Stati Uniti – qui ne ho discusso con John Kerry – e con la Russia, per poter preparare, in un certo modo, un nuovo inizio per il Quartetto”.
Mogherini ha fatto notare che fra i migranti vi sono anche molti palestinesi e proprio in tema di profughi è stato convocato un incontro a margine dell’Assemblea Onu di fine mese, momento che vedrà la partecipazione dei ministri degli Esteri del quartetto (John Kerry, Federica Mogherini, Sergei Lavrov più Ban Ki-moon), dei ministri degli Esteri dell’Egitto e dell’Arabia Saudita (Sameh Shukri, e Adel al-Jubeir) e del segretario della Lega Araba Nabyl el-Araby.
Rispondendo ad un’intervista per il Corriere della Sera in merito all’incontro preparatorio dei ministri degli Esteri dell’Ue in vista del vertice del 14 settembre, Mogherini ha affermato in materia di emergenza profughi che “Non si può semplicemente far finta di non vedere. La crisi dei rifugiati non è emergenza passeggera, è qui per rimanere. Prima lo accetteremo psicologicamente e politicamente, prima sapremo dare risposte efficaci”. Per l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue “Il tempo delle illusioni è finito e non ci sono Paesi che non saranno coinvolti”.
Facendo riferimento al pacchetto di misure preparato e che sarà presentato al vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, Mogherini ha spiegato che “esso ha una parte interna, fatta di misure che rafforzano il meccanismo di risposta solidale, di fronte all’ondata migratoria senza precedenti. La parte esterna riguarda il lavoro di medio e lungo periodo per la soluzione delle crisi all’origine del fenomeno, in Siria, Libia, Iraq, Africa”.
Sul regolamento di Dublino, che prevederebbe il trattenumento dei profughi nel paese dove questi arrivano e vengono identificati, la Pesc ha ammesso che non funziona e che “la valutazione sul funzionamento e i limiti di Dublino e il processo di revisione erano già nelle proposte fatte dalla Commissione in primavera”. “Smantellare le reti dei trafficanti rimane parte importante” dell’azione europea – ha spiegato Mogherini, la quale ha aggiunto che – “La prima fase dell’operazione navale Ue ha raggiunto in poche settimane gli obiettivi e ci ha permesso di salvare 1500 vite umane. Ora siamo pronti a contrastare direttamente le attività dei mercanti d’anime. Su questo siamo uniti. Ora spetta agli Stati membri fornire i mezzi navali militari necessari. Credo che entro due settimane saremo pronti ad agire in acque internazionali. Già nella prima fase in ben 16 occasioni avremmo potuto sequestrare le imbarcazioni e arrestare gli scafisti”.




