di Antoniu Martin * –
Il fatto che la Federazione Russa intenda deviare il corso filo-occidentale della Repubblica di Moldavia non è più un segreto. Di recente, grazie all’impegno di alcuni giornali e giornalisti occidentali, è stato possibile prendere atto di un documento redatto da Mosca nel 2021 riguardante le sue intenzioni nei confronti di Chisinau. Il documento, intitolato “Gli obiettivi strategici della Federazione Russa nella Repubblica di Moldavia”, contiene le azioni che devono essere intraprese per allontanare questo Paese dall’alveo Ue, dalla Nato e dagli altri partner occidentali.
La strategia, sviluppata dallo stato maggiore della Russia insieme ai servizi speciali del Cremlino, presenta elementi simili ai piani della Russia di annettere la Repubblica di Bielorussia. Se si guarda alla situazione della Repubblica di Moldavia negli ultimi anni, è possibile identificare alcune coordinate della suddetta strategia. Ad esempio oggi è noto che la Federazione Russa intendeva aprire un consolato nella regione autonoma della Gagauzia, nel sud della Moldavia, cosa che non è avvenuta. Anche alcuni dei politici filo-russi di Chisinau hanno sostenuto questo desiderio, sull’idea che la rispettiva area e gli abitanti avessero molto in comune con la Federazione Russa.
Stando al piano russo del 2021 si prevedeva che entro il 2025 non ci sarebbe stata più collaborazione tra la Repubblica di Moldavia e la NATO, e in una prospettiva più lunga a Chisinau l’Alleanza Nord Atlantica avrebbe dovuto essere percepita esclusivamente in modo negativo. Non a caso i politici socialisti e comunisti di Chisinau hanno promosso e stanno promuovendo messaggi anti-NATO. Un altro capitolo della strategia del Cremlino è la denigrazione del rapporto speciale che esiste tra la Romania e la Moldavia. Si sa che la Romania è in prima linea nel sostegno a Chisinau da oltre tre decenni, e negli ultimi anni Bucarest è stata ambasciatrice del cammino europeo per il piccolo stato al di là del Prut.
Un livello mirato dalla strategia russa in modo sostanziale è lo sviluppo e la diversificazione del settore delle associazioni non governative nella Moldavia, che dovrebbero fare campagna per l’avvicinamento, o meglio il riavvicinamento di Chisinau a Mosca. In tutto questo contesto di una guerra ibrida sempre più consistente contro le legittime autorità di Chisinau, i partner occidentali della Moldavia hanno ribadito il loro pieno sostegno e appoggio alle decisioni veramente storiche da loro prese per orientare il Paese verso l’Ue e il Ovest.
* Storico e analista politico.




