di Alberto Galvi –

E’ stata archiviata dalle autorità giudiziarie del Principato di Monaco per mancanza di prove un’indagine durata tre anni contro il primo ministro ad interim del Libano e la sua famiglia per accuse di corruzione. Il patrimonio di Mikati e della sua famiglia era stato accumulato prima del suo coinvolgimento in politica ed era conforme agli standard globali e regolarmente controllato dai revisori dei conti. Dagli anni ’90 Mikati possiede una società offshore con sede a Panama. La ha utilizzata nel 2008 per acquistare proprietà a Monaco per un valore di oltre 10 milioni di dollari.

L’ufficio del primo ministro Najib Mikati ha affermato che Morgan Raymond, il sostituto procuratore di Monaco, ha informato il team legale del premier libanese della chiusura del caso, sollevato da non meglio specificati querelanti libanesi con accuse di arricchimento illecito e riciclaggio di denaro.

Nel 2021 una serie di documenti denominati “Pandora Papers” hanno dimostrato che per anni i politici e i banchieri libanesi avevano nascosto la ricchezza in paradisi fiscali offshore, utilizzati per acquistare proprietà costose.

I documenti trapelati mostravano anche che il figlio di Mikati, Maher, era direttore di almeno due società con sede nelle Isole Vergini britanniche, che la società di suo padre con sede a Monaco, M1 Group, utilizzava per ottenere un ufficio nel centro di Londra.