di Vincenzo Tartaglia –
La Mongolia da ottobre a oggi ha vissuto una fase di forte incertezza politica caratterizzata da tensioni e veti incrociati tra Parlamento, Corte suprema e presidenza della Repubblica, in merito al destino del dimissionario primo ministro Zandanshatar Gombojav.
Tutto è iniziato il 17 ottobre 2025 quando 71 membri del Gran Khural di Stato, cioè il Parlamento unicamerale mongolo, hanno votato a favore della proposta di rimuovere Gombojav dalle sue funzioni. A bloccare il licenziamento del premier sono poi intervenuti il presidente della Repubblica, Ukhnaagiin Khürelsükh, e la Corte suprema, denunciando vizi procedurali e dichiarando incostituzionale la rimozione, come riportato dall’agenzia di Stato Montsame.
Potendo rimanere in carica, Zandanshatar Gombojav è tornato subito al lavoro, nominando Gankhuyag Khassuuri come vice-primo ministro. Per il momento la situazione politica sembra essersi stabilizzata.
Sul fronte internazionale il premier ha intensificato la sua attività diplomatica. Il 17 novembre 2025 ha incontrato Katie Jackson, amministratrice delegata di “Rio Tinto”, multinazionale anglo-australiana del settore minerario, per discutere la rinegoziazione delle tariffe legate alla gestione della miniera di rame di Oyu Tolgoi, nel sud del Paese. Gombojav considera infatti le attuali condizioni contrattuali svantaggiose per la Mongolia. L’incontro si è concluso con l’auspicio di raggiungere un’intesa soddisfacente per entrambe le parti.
Il giorno successivo, il 18 novembre, Gombojav ha avuto a Mosca un colloquio bilaterale con il presidente russo Vladimir Putin, volto a rafforzare la cooperazione strategica tra i due Paesi. Putin ha elogiato le relazioni russo-mongole, sottolineando che nei primi otto mesi dell’anno gli scambi commerciali sono aumentati del 7,9%, come riportato dalla TASS.
Oggi, sempre a Mosca, il premier mongolo ha incontrato il primo ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, Li Qiang. I due leader hanno discusso il rafforzamento della cooperazione nei settori delle infrastrutture e dell’energia. Gombojav ha proposto di aumentare le esportazioni annuali di carbone verso la Cina fino a 100 milioni di tonnellate, evidenziando inoltre la necessità di diversificare la struttura commerciale bilaterale e portare il volume totale degli scambi a 20 miliardi di dollari.
Filo conduttore degli incontri con Putin e Li Qiang è stato il progetto del gasdotto “Potenza Siberiana 2”, infrastruttura strategica che dalla Federazione Russa attraverserà la Mongolia per raggiungere Pechino.
Infine, sul fronte sociale e come ulteriore tassello del rafforzamento delle relazioni tra Mongolia e Cina, si è recentemente tenuta la cerimonia di apertura della Sala di Competenze Cliniche del “Centro Mongolo di Riabilitazione e Sviluppo per Bambini con Disabilità”. Come riportato da Xinhua News, durante l’evento l’ambasciatrice cinese in Mongolia, Shen Minjuan, ha ricordato che la struttura, costruita con assistenza cinese, ha già aiutato oltre 50mila bambini con disabilità dal 2019, testimonianza della profonda amicizia tra i due Paesi. Gerel Dondovdorj, direttrice dell’Agenzia Mongola per lo Sviluppo delle Persone con Disabilità, ha ringraziato la diplomatica e ha annunciato ulteriori riforme in conformità con la “Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità”, sottolineando l’impegno a condividere competenze e buone pratiche attraverso la cooperazione sino-mongola, affinché tutti i bambini con disabilità possano godere di pari opportunità di sviluppo.




