di Alberto Galvi –
Quindici tra partiti e coalizioni si sono sfidati l’11 giugno per il Parlamento unicamerale del Montenegro, nella speranza di inaugurare un’era di stabilità dopo quasi tre anni di turbolenze politiche che hanno visto la destituzione di due governi. Il voto parlamentare è arrivato dopo che Djukanović ha perso le elezioni presidenziali ad aprile e si è dimesso dopo tre decenni al potere. Il Montenegro è nettamente diviso tra coloro che si identificano come montenegrini e coloro che si considerano serbi e si oppongono alla divisione del paese nel 2006 dalla vicina Serbia.
Le elezioni anticipate per il Parlamento sono state vinte dal partito co-fondato dal nuovo presidente Jakov Milatović, del partito Europe Now!, che ha ottenuto il 25,6 per cento dei voti.
La coalizione Together!, è arrivata al secondo posto. La sua forza politica principale è il DPS (Democratic Party of Socialists Party), guidato fino ad aprile di quest’anno dall’ex presidente Milo Djukanović. Entreranno in Parlamento anche la coalizione filo-serba ZBCG (For the Future of Montenegro), la coalizione dei Democrats & United Reform Action, il BS (Bosniak Party) e il Socialist People’s Party-DEMOS. Inoltre tre seggi nel nuovo Parlamento vanno a rappresentanti della minoranza albanese e uno alla minoranza croata. L’affluenza è stata del 56 per cento.
Per il partito Europe Now! formare una coalizione di governo sarà una vera sfida, che già vede esclusa la cooperazione con i socialisti e con quei partiti che si sono presentati con il blocco Together!. Dovrà quindi cercare partner di coalizione in altri blocchi parlamentari, soprattutto con ZBCG e Democrats & United Reform Action. Tuttavia questi blocchi sono composti da gruppi con agende politiche diverse, e il loro principale motivatore per la cooperazione finora è stato compiere sforzi congiunti per criticare il governo del presidente Djukanović e del DPS.




