
di Vincenzo Tartaglia –
Il Mozambico, a causa della crisi politica tra il partito al governo e l’opposizione e per la minaccia terroristica presente nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, sta lavorando ad un piano per risollevare la traballante economia, in un paese ricchissimo di gas e petrolio.
In questi giorni la capitale Maputo ospita il 10mo vertice su gas ed energia, a cui sono stati invitati politici, aziende, investitori ed esperti del settore da oltre 35 paesi. Si tratta di uno dei più importanti forum del settore in Africa, come riportato dal quotidiano Agência de Informação de Moçambique, e il governo locale intende attrarre investimenti e capitali stranieri, siglare nuovi partenariati strategici e trasformare il paese in un nuovo polo e centro energetico regionale e africano. Uno degli ultimi partenariati strategici più importanti siglato riguarda il colossale progetto “Mozambico GNL” (Gas naturale Liquefatto) nella provincia di Cabo Delgado.
Per l’aumento degli attacchi terroristici e della guerriglia locale il progetto era stato interrotto e sospeso nel 2021, mentre con il miglioramento delle condizioni di sicurezza, secondo il governo di Maputo e il presidente della compagnia energetica indiana “Oil India Ldt” Ranjit Rath, lo sviluppo del progetto potrà riprendere entro la fine del 2025.
A tal proposito si sono mostrate interessate e fiduciose diverse aziende petrolifere che hanno diverse quote investite nel progetto africano. Secondo quanto riportato dal The Southern African Times, l’azienda francese “TotalEnergies” detiene il 26% delle quote, la giapponese “Mitsui” il 20%, l’azienda statale mozambicana il 15%, le aziende indiane “Oil India Ldt”, “Bharat Petroresourches” e “ONGC Videsh” insieme detengono il 30%. Infine il 9% delle quote rimanenti appartengono all’azienda thailandese “PTTEP”. Si tratta di uno dei progetti energetici ed infrastrutturali più importanti dell’africa, rappresenta un’occasione di riscatto geopolitico e crescita economica per Maputo e una fonte di gas indispensabile per Nuova Delhi, visto e considerato l’enorme fame di energia della gigantesca India.
E l’Italia? Roma nell’ambito del “Piano Mattei per l’Africa”, ha inviato, di recente, in visita ufficiale il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida a presiedere un forum bilaterale con il governo mozambicano, e in seguito si è concordato di rafforzare il partenariato strategico nel settore agricolo. Inoltre l’azienda italiana ENI, tramite un comunicato stampa, fa sapere che sta attualmente operando nel progetto “Coral South” nel bacino di Rovuma, un enorme giacimento di gas marittimo al largo delle coste settentrionali del Mozambico, scoperto proprio dall’azienda italiana tra il 2011 e 2014. Con una quota del 25% ed una produzione di GNL da 5 milioni di tonnellate da quando è partito il progetto nel 2022, la partecipazione italiana è tutt’ora in corso.











