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La fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS Internazionale) ha reso noto che un sacerdote cattolico di 44 anni, Donald Martin Ye Naing Win, è stato ucciso nel quadro del conflitto del Myanmar, che contrappone l’esercito regolare alle opposizioni. La guerra, le cui informazioni vengono spesso omesse dalla stampa internazionale, ha preso inizio quattro anni fa con il golpe dei militari che ha rovesciato il risultato delle elezioni democratiche. Le opposizioni, oggi un fronte ampio ma frammentato, da allora sono in lotta armata contro la giunta militare e controllano diversi centri abitati del paese.

Il corpo del sacerdote è stato rinvenuto sul terreno della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes, parte dell’arcidiocesi cattolica di Mandalay (Myanmar centrale), “dove prestava servizio”, ha riportato il presidente esecutivo di ACS Regina Lynch: “era stato mutilato e riportava numerose ferite da taglio”, segno evidente delle torture subite. Lynch ha ricordato che “la regione di Sagaing”, dove è avvenuto l’omicidio del religioso “è una delle zone in cui i combattimenti sono più intensi”, tanto che solo lo scorso 6 febbraio “è stata bombardata la chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Mindat, nello Stato di Chin, recentemente designata come cattedrale da Papa Francesco”.

Secondo l’ACLED (Armed Conflict Location and Event Data Project) il conflitto ad oggi ha causato la morte di almeno 50mila persone di cui almeno 8mila civili, mentre l’Onu ha rivelato che gli sfollati sono circa 2,3 milioni.