Niger. Le ambasciate incaricate di monitorare il web, la giunta rafforza il controllo sul dissenso

di Giuseppe Gagliano –

Le autorità della transizione del Niger hanno incaricato le ambasciate di monitorare le pubblicazioni online ritenute offensive o lesive dell’immagine delle istituzioni, trasformando la tutela della reputazione del governo in una questione di sicurezza nazionale. Una circolare inviata alle rappresentanze diplomatiche chiede infatti di raccogliere e documentare contenuti, schermate, collegamenti e informazioni sugli autori di messaggi considerati diffamatori, in vista di possibili iniziative politiche o giudiziarie.
La decisione conferma la crescente attenzione della giunta militare verso il controllo dell’informazione e della diaspora, ritenuta uno dei principali luoghi di diffusione delle critiche nei confronti del governo nato dal colpo di Stato del 2023. Le missioni diplomatiche vengono così chiamate a svolgere anche funzioni di raccolta informativa, ampliando il proprio ruolo oltre le tradizionali attività consolari e diplomatiche.
La misura si inserisce in un contesto normativo già irrigidito. La legislazione nigerina sulla criminalità informatica prevede infatti sanzioni severe per diffamazione, ingiuria e diffusione di contenuti ritenuti idonei a compromettere l’ordine pubblico, alimentando il dibattito sul confine tra contrasto alla disinformazione e limitazione della libertà di espressione.
Dal punto di vista della sicurezza, Niamey considera il controllo dell’informazione parte integrante della lotta contro le minacce interne ed esterne. Il Niger continua infatti a confrontarsi con l’attività dei gruppi jihadisti e con una situazione di forte instabilità regionale, nella quale la gestione del consenso e della comunicazione viene ritenuta strategica quanto il controllo del territorio.
La scelta potrebbe tuttavia avere conseguenze anche sul piano economico e internazionale. La reputazione del Paese incide infatti sulla capacità di attrarre investimenti, sviluppare partenariati e valorizzare le proprie risorse naturali. In un momento in cui il Niger cerca nuovi equilibri dopo il raffreddamento dei rapporti con diversi partner occidentali, il rafforzamento del controllo sul dissenso rischia di alimentare nuove critiche sul rispetto delle libertà civili.
L’iniziativa conferma infine la trasformazione in corso nel Sahel, dove i governi militari di Niger, Mali e Burkina Faso puntano a rafforzare la propria sovranità politica e istituzionale. Resta però aperta la sfida di conciliare sicurezza e stabilità con il rispetto del pluralismo e della libertà di espressione, elementi essenziali per consolidare la legittimità della transizione.