di Alberto Galvi –
Un tribunale nigeriano ha condannato all’ergastolo il leader separatista Nnamdi Kanu, fondatore dell’Ipob (Indigenous People of Biafra), riconoscendolo colpevole di tutte e sette le accuse legate al terrorismo. Oltre al terrorismo, nel capo d’imputazione figuravano anche tradimento e appartenenza a un movimento dichiarato fuorilegge. L’Ipob è stato infatti bandito come organizzazione terroristica nel 2017.
La sentenza è arrivata dopo mesi di vicissitudini giudiziarie che hanno coinvolto quattro diversi magistrati. Il processo, nel complesso, è durato dieci anni. Prima della lettura del verdetto, Kanu ha proclamato con veemenza la propria innocenza e per questo è stato allontanato dall’aula.
Secondo l’accusa, Kanu avrebbe cercato di creare uno Stato indipendente del Biafra organizzando o ispirando attacchi mortali contro le forze di sicurezza e la popolazione civile. La regione del Biafra, a maggioranza etnica Igbo, tentò già di separarsi nel 1967 dando vita a una guerra civile durata tre anni, che causò oltre un milione di vittime.
Il giudice Omotosho ha respinto la richiesta della pena di morte avanzata dai pubblici ministeri, nonostante, secondo la corte, l’atteggiamento arrogante e la mancanza di rimorso dimostrati da Kanu durante la detenzione cautelare, iniziata dopo il suo arresto in Kenya nel 2021. Kanu era stato incriminato per la prima volta nel 2015; nel 2017 aveva ottenuto temporaneamente la libertà su cauzione prima di fuggire dal Paese.




