Nigeria. Msf, ‘Migliaia di persone in fuga dal nord-est verso il Camerun’

di Francesca Mapelli *

Più di 35mila rifugiati nigeriani hanno attraversato il confine con il Camerun nelle ultime settimane dopo l’acuirsi delle violenze nei dintorni della città di Rann, in Nigeria nord-orientale. Ora si trovano nel villaggio di Goura, nel profondo nord-ovest del Camerun, dove hanno bisogno urgente di cibo, acqua e ripari. Lo denuncia Medici Senza Frontiere (MSF), che ha lanciato una risposta d’emergenza nell’area.
“Si sono messi in cammino all’alba, donne, bambini e anziani”, spiega il dott. Silas Adamou Moussa, vice coordinatore di MSF per le emergenze. “Quando sono fuggiti, hanno dovuto lasciare indietro i familiari più anziani e malati. Hanno portato con sé quello che potevano, ma a Goura non hanno né acqua, né un rifugio per dormire. Sono stati abbandonati a loro stessi e costretti ad arrangiarsi.”
Dalla fine di gennaio, i rifugiati vivono in un grande campo informale a Goura. La maggior parte di loro dorme all’aperto, anche se è la stagione delle tempeste di sabbia e le temperature scendono drasticamente durante la notte. Non è certo se i rifugiati saranno ricollocati o rimpatriati in Nigeria e questo non permette all’assistenza umanitaria di essere efficace e completa come dovrebbe.
MSF ha allestito una clinica nel campo. Nelle ultime due settimane, le équipe mediche di MSF hanno effettuato più di 400 consultazioni, il 35% delle quali per infezioni dell’apparato respiratorio, seguite da diarrea e congiuntivite, tutte patologie legate alle precarie condizioni di vita dei rifugiati.
L’accesso all’acqua potabile è uno dei problemi principali nel campo. MSF ha progressivamente aumentato la fornitura di acqua potabile, insieme ad altri attori, a 240mila litri al giorno. Questo equivale a 7 litri a persona al giorno, che è ancora molto al di sotto dello standard minimo per le emergenze, pari a 15 litri.
“Non è la prima volta che le persone devono fuggire da Rann verso il Camerun” dice il dott. Moussa di MSF. “La prima volta, alcuni sono poi tornati a casa, ma stavolta no. Non vogliono tornare se non sono certi di poter vivere al sicuro, ma purtroppo anche qui il loro futuro è incerto. Hanno paura. I loro figli sono spaventati.”

MSF in Nigeria.
MSF lavora in Nigeria dal 1996 e oggi fornisce cure mediche salvavita con progetti regolari in 9 stati all’interno del paese, mentre équipe di emergenza rispondono allo scoppio di epidemie e altri bisogni umanitari urgenti. Nel 2018, in collaborazione con il Ministero della salute, MSF ha trattato 21.955 casi di colera dopo l’esplosione di diversi focolai in alcuni stati e ha fornito supporto per contenere la febbre di Lassa negli stati di Ondo e Ebonyi.
Dal 2014 MSF fornisce assistenza medica negli stati di Borno e Yobe, nel nord-est della Nigeria, dove due milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case a causa delle violenze. MSF gestisce progetti a Maiduguri, Damaturu, Bama, Ngala, Pulka e Gwoza. Tra gennaio e ottobre 2018, le équipe di MSF nel nord-est del paese hanno effettuato più di 98.000 visite mediche, ricoverato circa 32mila pazienti, curato 12.300 bambini gravemente malnutriti, di cui 6.300 ricoverati in strutture di MSF.
Nello stato del Sokoto, in collaborazione con il Ministero della salute nigeriano e il Noma Children’s Hospital, MSF si occupa del trattamento chirurgico specialistico per i pazienti colpiti da Noma, infezione che porta alla distruzione dei tessuti della bocca, inviando gruppi di specialisti internazionali tra cui alcuni italiani. In Niger MSF ha avviato un programma di supporto ai lavoratori delle miniere, con particolare attenzione per l’avvelenamento da piombo. Nel Cross River State MSF gestisce una risposta di emergenza per fornire assistenza ai rifugiati provenienti dal Camerun e alle comunità che li ospitano.

* Ufficio stampa di Medici Senza Frontiere.