Nigeria. Per la prima volta esportatore di carburanti

di Giuseppe De Santis

Per diversi decenni, la Nigeria ha esportato petrolio grezzo e importato carburanti a causa della mancanza di raffinerie. Questa situazione ha contribuito a mantenerla povera, poiché la limitata valuta pregiata guadagnata veniva utilizzata per importare carburanti che avrebbero potuto essere prodotti localmente.
Per questo motivo, l’apertura della mega raffineria nel 2023, voluta dal miliardario Aliko Dangote, ha suscitato grande entusiasmo nel Paese, alimentando la speranza che il progetto potesse portare enormi benefici all’economia nigeriana.
Tre anni dopo, queste speranze sono diventate realtà: la raffineria, con una capacità di lavorazione di 650 mila barili di petrolio al giorno, ha prodotto quantità sufficienti di carburanti non solo per soddisfare la domanda interna, ma anche per esportarne verso altri Paesi africani. Nel marzo 2026, la Nigeria è così diventata per la prima volta un esportatore netto di carburanti.
Nello specifico, lo scorso marzo la Nigeria ha esportato 44 mila barili al giorno di carburanti, una quantità superiore a quella importata, pari a circa 3 mila barili giornalieri. I principali acquirenti sono altri Paesi africani, interessati a ridurre la propria dipendenza dai fornitori dei Paesi arabi.
Tra i Paesi africani che hanno iniziato a comprare carburanti dalla Nigeria figura il Mozambico, che a marzo ha acquistato 317 mila barili e prevede ulteriori acquisti ad aprile, oltre a diversi Paesi dell’Africa orientale.
Per quanto riguarda la Nigeria, questo cambiamento dovrebbe portare significativi benefici economici: l’aumento delle entrate in valuta pregiata favorirà gli investimenti, contribuirà a ridurre l’inflazione e sosterrà una crescita economica più solida.