di Giuseppe Gagliano –
Il ministero degli Esteri del Turkmenistan ha annunciato che nel corso del 2025 verrà firmato un accordo per l’istituzione di una nuova rotta di transito e trasporto tra il Mar Caspio e il Mar Nero. L’intesa coinvolgerà, oltre al Turkmenistan, Azerbaigian, Georgia e Romania. L’annuncio è stato dato l’11 febbraio a seguito di un incontro tra funzionari governativi e rappresentanti dei ministeri degli Affari esteri e dei Trasporti dei Paesi coinvolti. L’obiettivo principale è quello di incrementare il commercio e potenziare la cooperazione regionale, con il coinvolgimento anche di attori internazionali tra cui l’Unione Europea. Secondo il ministero turkmeno, questa nuova rotta avrà un impatto positivo sulle relazioni economiche tra gli Stati partecipanti e contribuirà a migliorare la connettività tra i mercati europei e asiatici.
L’idea di questa rotta di transito era stata proposta nel 2018 durante un incontro tra rappresentanti turkmeni e romeni nella città di Turkmenbashi. Il progetto prevede un collegamento attraverso l’Azerbaigian e la Georgia, con due snodi fondamentali: il porto internazionale di Turkmenbashi sul Mar Caspio e il porto di Costanza, sul Mar Nero. La realizzazione di questa infrastruttura rientra in un più ampio piano di potenziamento delle vie di trasporto tra l’Asia centrale e l’Europa.
Intanto sul fronte regionale il Cremlino ha ribadito la propria disponibilità a facilitare un accordo tra Armenia e Azerbaigian, ma senza ostacolare eventuali iniziative autonome da parte delle due nazioni. Il portavoce di Mosca, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la priorità è garantire la stabilità nel Caucaso meridionale, allontanando il rischio di nuove tensioni. Da parte armena il presidente del Parlamento, Alen Simonyan, ha espresso scetticismo sul ruolo della Russia, ricordando il mancato intervento di Mosca durante l’offensiva azera del 2023 nel Nagorno-Karabakh.
Dall’altro lato il ministero degli Esteri azero ha accusato l’Armenia di non aver rispettato gli impegni assunti nella dichiarazione trilaterale del 2020. Secondo Baku, Yerevan avrebbe mantenuto oltre 10mila soldati in Azerbaigian fino al 2023, mentre le spese militari armene sarebbero quasi triplicate, passando da 600 milioni di dollari nel 2021 a 1,6 miliardi nel 2024. In questo contesto il portavoce del ministero azero ha respinto le recenti dichiarazioni del primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, secondo cui Baku starebbe preparando un attacco contro l’Armenia, definendole prive di fondamento.
Nel frattempo il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha incontrato il segretario generale della Conferenza sulle Misure di Interazione e di Confidenza in Asia (CICA), Kairat Sarybay, per discutere dell’integrazione dell’organizzazione nel progetto della “Grande Eurasia”. La CICA è un’iniziativa intergovernativa che mira a rafforzare la cooperazione tra i Paesi asiatici attraverso il dialogo e la fiducia reciproca. Durante l’incontro Lavrov e Sarybay hanno analizzato le prospettive di sviluppo dell’organizzazione, con particolare attenzione a nuove aree di collaborazione, tra cui sicurezza informatica, volontariato e legami industriali e tecnologici. Il viceministro degli Esteri russo, Andrey Rudenko, ha inoltre approfondito con il segretario generale della CICA le modalità per rendere più efficace l’integrazione economica e politica all’interno del quadro eurasiatico.












